Brescia, Calori: "Il cambio di modulo? Lo rifarei anche subito"
Lasci la strada vecchia per la nuova e inciampi per la prima volta. Ma può essere stata una buccia di banana. Alessandro Calori ne è convinto: il Brescia che ha perso contro il Padova non nasceva da un'idea sbagliata. Il passaggio dal 3-5-1-1 al 3-5-2 non c'entra: la prima sconfitta della sua gestione è il frutto amaro di un infortunio (l'autogol di Martina Rini) e di qualche minuto di sbandamento (con il raddoppio di Trevisan). Niente che imponga un'inversione di marcia. «È stata una sconfitta strana - dice l'allenatore di una squadra che, con lui al timone, in 10 gare non aveva mai preso nemmeno una rete -. Abbiamo concesso 3 occasioni, una volta ci siamo fatti gol da soli, abbiamo pagato dazio per una punizione che non c'era, restando disorientati per un quarto d'ora al massimo. Lo squilibrio è stato minimo».
CALORI rifarebbe quel cambio di modulo, sul quale aveva riflettuto a lungo in allenamento, dopo averlo provato nei secondi tempi delle partite precedenti: «Lo rifarei. Anche subito. Il cambiamento è maturato gradualmente. Una scelta ponderata. Mi erano venuti a mancare due centrocampisti, Budel e Mandorlini: ho pensato fosse il momento giusto per prendere pienamente coscienza di quello che siamo. Non ho ripensamenti. Una squadra deve saper cambiare modulo se vuole crescere». Anche all'andata la discesa agli inferi era iniziata con una sconfitta contro il Padova. Un particolare che non inquieta Calori: «Non bado a corsi e ricorsi. Nelle prime 10 giornate della mia gestione avevamo fatto 26 punti. Non temo che i miei giocatori si demoralizzino. Altrimenti quando sono arrivato cos'avremmo dovuto fare, spararci? Pensiamo ai 50 punti, ma per i play-off è tutto possibile. Vietato mollare». Da El Shaarawy a El Kaddouri: «El» Calori sa riconoscere la classe in un giovane: «L'ho detto in tempi non sospetti: El Kaddouri ha qualcosa in più. Lo capisci subito, come nel caso di El Shaarawy. Omar sta sbocciando, ha segnato 7 gol. È in evoluzione, deve migliorare nella continuità e in diversi aspetti, ma ha l'umiltà per farlo. Non sono preoccupato per la questione del suo rinnovo di contratto. Parliamo di un ragazzo che è un vero capitale e ha la testa sulle spalle. Credo che con un po' di buon senso tutto si sistemerà. Ci sono altri giovani emergenti in serie B: il nostro Caldirola, quelli del Pescara Insigne, Immobile e Verratti. Una cosa so con certezza: El Kaddouri ha ampi margini di crescita». Calori con una difesa da record (fino all'altro giorno), Zeman con un attacco super (da primato): metodi agli antipodi?: «Sono stato un difensore, ma non sono un difensivista - la replica dell'allenatore del Brescua -. Il mio Portogruaro, rispetto alla concorrenza, segnava di più e subiva di meno: questione di equilibrio. Un tecnico deve essere elastico, adattarsi alle caratteristiche dei giocatori. Rispetto molto la filosofia di Zeman, il suo stile di vita che a volte ha pagato, a volte no. Ma la coerenza, in questo ambiente, non è da tutti. Il Pescara attacca e riparte velocemente, ma concede spazio. Dobbiamo decidere se aggredirlo nella suazona difensiva, rischiando qualcosa, o affrontarli in altro modo».


