Brescia, Calori: "Curioso di confronarmi con le big"
Con o senza maschera? Senza. Come sempre. Il Brescia di Alessandro Calori mostra sempre la stessa faccia e non farà eccezioni in periodo di Carnevale. «Non aspetto le partite con le squadre di alta classifica per capire cosa valiamo: certo, sono curioso anch'io di vedere cosa faremo, ma non credo che fossero passeggiate le partite disputate finora. Non scordo che quando sono arrivato eravamo in zona playout». Sono passati 2 mesi, 7 partite e 19 punti: lo stesso bottino che il suo predecessore Beppe Scienza aveva racimolato in 19 gare. Legittimo sognare'? Io voglio solo che il Brescia continui a crescere.
E' vero che finora abbiamo affrontato formazioni sulla carta alla nostra portata, ma anche noi eravamo di quella portata in classifica, fino a poco tempo fa. Più di tutto conta la consapevolezza di quello che siamo. Arriviamo a 50 punti. Se fra 6-7 partite avremo toccato quella quota, poi potremo cominciare a fare discorsi diversi. Sei vittorie su 7, 4 successi su 4 trasferte, 630 minuti di imbattibilità per Arcari: quale di questi numeri le dà più soddisfazione? Non ho ancora avuto il tempo di pormi questa domanda. Penso sempre alla prossima partita. I numeri sono importanti, ma vanno confermati. Mi piace sottolineare la voglia, lo spirito, l'atteggiamento di questi giocatori. La spinta a migliorare sempre. Serve continuità. Quindi testa bassa e pedalare. A Cittadella il Brescia ha vinto, ma ha rischiato qualcosa. Qualcosa di troppo? Temevamo il Cittadella, con la sua aggressività e le sue ripartenze, sapevamo cosa ci aspettava e per questo mi ha fatto un po' arrabbiare, aver rischiato in un paio di occasioni in maniera pericolosa.
Le piace l'imbarazzo della scelta? Fino a poco tempo fa eravamo contati. Adesso ho tante soluzioni. Anche sul piano tattico. A me stuzzica l'idea di avere più possibilità, dopodiché tutto dipende dalle condizioni. Per cambiare qualcosa che funziona, deve esserci un'alternativa più forte. Cambiare per cambiare, l'ho già detto, non fa per me. Ma poter scegliere mi piace. Voglio gestire la cosa con serenità. Senza questo piacevole imbarazzo avrebbe lasciato Vass in tribuna? Io metto sempre il bene del Brescia prima del singolo, quindi rispondo: dipende. Noi abbiamo un codice interno, una serie di regole pensate per il gruppo: normale, in un ambiente di lavoro. Vass aveva rimediato 3 giornate di squalifica e io gliene ho inflitto una quarta: posso farlo, se ho le alternative in quel ruolo. Se non le avessi avute, magari avrei agito diversamente. Ma sempre per il bene della squadra. Jonathas è il classico attaccante che può estraniarsi dal gioco per un'ora, ma può essere decisivo anche toccando solo un paio di palloni. Meglio lasciarlo così o costringerlo a cambiare? Jonathas ha qualità. Per questo deve migliorare, per esempio nella protezione del pallone. L'ho avuto a disposizione poco, visto che per l'emicrania che ha avuto mi è mancato per 3-4 settimane. Ma quando è tornato ha sfruttato bene le occasioni per fare gol.
Modena nel caos: i giocatori la scorsa settimana hanno chiesto, invano, il cambio di allenatore. Una cosa che non ho mai fatto nella mia carriera. Mi sono sempre guadagnato il posto sul campo, nel rispetto dei ruoli. Non conosco i motivi dell'ammutinamento a Modena, ma quello che è successo può generare due effetti: una grande reazione oppure un crollo psicologico. Noi badiamo a questi aspetti, ma prima di tutto dobbiamo pensare a lavorare su noi stessi.


