Brescia, c'è da convincere il pres
. Dove può arrivare questo Brescia? Premesso che sarebbe un delitto se questa squadra non entrasse almeno nei play-off, si può pensare a qualcosa in più? Anche all'impensabile? E ancora: ha fatto più o meno di quel che è nelle sue potenzialità? Sulla via che porta alla serie A ci sono certezze e incognite. Le prime tre della classe - il Sassuolo capolista con 35 punti, la coppia Livorno-Verona che segue a 3 lunghezze - viaggiano a ritmi marziani. Ma la partita di domenica al «Rigamonti» dimostra che, se affrontata nel modo giusto, qualsiasi avversaria è alla portata dei biancazzurri. Anche la regina Sassuolo. Inutile nasconderlo: resta il rimpianto per quella prima mezz'ora in cui il Brescia è stato in totale balia del gioco degli emiliani, con un tridente non in grado di pungere, costretto com'era a stare indietro per aiutare un centrocampo costantemente infilzato da Missiroli e Chibsah, che creavano la superiorità numerica sulla trequarti bresciana ed esponevano la difesa a 3 ai rischi tipici di chi deve sempre intervenire in prima battuta.
CALORI ha aggiustato il tiro. Non infoltendo il centrocampo, e poteva pure essere una scelta saggia, ma togliendo un difensore (Stovini) per un centrocampista tecnico (Bouy) e passando alla difesa a 4. Cambiando, cioè, radicalmente modulo e impostazione, D'incanto tutta la squadra è migliorata: Arcari non ha più corso rischi, con Salamon ancor più esaltato nel nuovo assetto e i due esterni Zambelli e Daprelà bravi nelle due fasi, il tridente finalmente in grado di pungere e lavorare con profitto per la squadra. Arcari e Salamon in difesa, Zambelli e Daprelà sulle fasce, Saba, Corvia e Caracciolo in attacco. Questi sono i punti di forza del Brescia, giocatori di qualità che pochi in serie B hanno. Ecco perchè non solo è lecito, ma obbligatorio pensare ragionevolmente a una stagione con un gran bel finale. Restano le incognite. La prima sono le alternative ai titolari. Il Brescia, finora, ha perso 3 partite: a Crotone al 94', senza Budel in regia, con un Caracciolo a mezzo servizio, più sul mercato che nel gruppo: ancora non se ne conosceva il destino. E in queste condizioni non era facile giocare al fianco di un Feczesin con i bagagli già pronti e la testa chissà dove. A La Spezia e Novara mancavano i nazionali Daprelà, Lasik e Rossi. In Liguria fatale un rigore cervellotico concesso da Cervellera; in Piemonte un'autorete e un colpo di... fondo schiena, letterale non metaforico (il 4-2 di Baclet). La squadra migliora di partita in partita. Calori ha molti meriti e gli vanno riconosciuti: ha portato Salamon a essere un signor difensore trasmettendogli tutta la propria esperienza di signore delle difese, ha favorito la crescita di Saba, ha aspettato l'esplosione di Corvia, ha dato un volto a una squadra che in estate era circondata dallo scetticismo.
CORIONI ha stima del suo allenatore, ma gli rimprovera l'eccessiva prudenza. Perchè, è il pensiero del presidente, non proporre fin dall'inizio una formazione più aggressiva, in grado di mettere sotto il Sassuolo dal primo minuto? Perchè spesso bisogna aspettare un episodio negativo per giocare come si sa? Il presidente, che in questo gruppo crede dall'inizio, per chiedere di più al suo allenatore (ed è un "di più" che riguarda la mentalità), deve comportarsi di conseguenza al mercato di gennaio. Con un paio di ritocchi ad hoc, senza svenarsi, il Brescia rafforzerebbe il diritto a pensare all'impensabile. In questo momento, con la rosa al completo, può andare oltre ai play-off. Ma con defezioni multiple (i diffidati sono già 7), soprattutto dietro e davanti, incontra difficoltà. Con la difesa a 4 i titolari sono De Maio e Salamon, con Stovini prima alternativa e presenza importante per la crescita dei più giovani con la sua esperienza. Ci sono ancora 27 partite, due terzi di cammino. Basta, da qui a Natale, recuperare almeno la metà dei punti sulle prime e allora sì che Corioni si convincerebbe a fare un mercato di gennaio con poche e calibrate mosse, anche in uscita, se servono per apportare migliorie in entrata. E a quel punto nessuno potrebbe esimersi dal crederci fino in fondo (e dall'inizio delle partite).


