Brescia, Budel si gusta le Rondinelle con lo stipendio spalmato
Alla fine di un tiramolla che quasi non c'è stato Alessandro Budel resterà a Brescia. La permanenza del resto era assicurata da un contratto con scadenza giugno 2013, ma per continuare a vestire la maglia biancazzurra il centrocampista arrivato nel gennaio 2010 ha deciso di accettare una cospicua riduzione dell'ingaggio, spalmando in tre anni quanto gli avrebbe fruttato l'attuale accordo: il biennale da un milione e 200 mila euro (600 a stagione) dovrebbe trasformarsi in un triennale da 400 mila euro annui: nella sostanza la cifra complessiva resterà invariata, ma con un anno di durata in più.
A suggellare l'accordo mancherebbe ancora la firma, ma le parti sarebbero vicine all'intesa che farà di Budel un pilastro del Brescia, legandolo per i prossimi tre anni.
A giocare un ruolo decisivo nell'operazione le indicazioni avute dalle amichevoli di agosto, con il Brescia che ha ritrovato un giocatore di sicuro affidamento per il centrocampo e Budel che ha riscoperto di poter fare nuovamente affidamento sul Brescia, dopo a metà della scorsa stagione non aveva più trovato spazio in squadra finendo per essere dirottato al Torino. Così nelle formazioni del pre-campionato (amichevoli e coppa) Budel è tornato a essere un punto fermo, anche se non sempre nel punto preferito del centrocampo: quello di regista.
DA QUI l'accelerazione nella trattativa per il nuovo accordo: «Finora - spiega Budel - non c'è stato un vero e proprio incontro con il presidente. Penso che ci sarà prima del campionato, anche se non posso prevedere se succederà fra due giorni o due settimane».
Succederà, e non è solo un'impressione, solo quando la ruota del mercato, che ha girato per Hetemaj e Diamanti, riprenderà a girare e si fermerà sui nomi di Caracciolo e Kone: non necessariamente nell'ordine, ma un incontro ufficiale che ancora non c'è stato, non significa che presidente e giocatore non abbiano scambiato quattro chiacchiere: «Due chiacchiere le abbiamo fatte - precisa Budel -. Corioni mi ha detto che deve risparmiare sui contratti e mi anche fatto una proposta».
BUDEL non va oltre, ma è facile intuire che anche se la distanza tra la proposta del presidente e la richiesta del giocatore era piuttosto notevole non è stato impossibile trovare un punto d'incontro: «Non ho mai nascosto - ricorda il centrocampista biancazzurro - il desiderio di rimanere a Brescia e più volte ho ribadito che per farlo sono disposto a fare qualche sacrificio».
Il posto fisso nelle amichevoli ha dato una mano alla volontà di restare: «Un segnale - ammette Budel -, magari piccolo, ma pur sempre un segnale, almeno per quanto riguarda l'aspetto tecnico. Ho parlato con Scienza, mi ha detto di considerarmi un punto fermo della squadra e questo non può farmi che piacere e accrescere il desiderio di restare». Tanto da fare qualche sacrificio.


