Brescia, Budel: "Serve esperienza, ma..."
Nell’«ABZ» del Brescia, Alessandro Budel rappresenta il centro. Gli esterni di questa triade sono Arcari e Zambelli, e cioè i tre giocatori più esperti, al momento, della nuova rosa delle rondinelle. «Restassimo solo io, Michele e Ale – disse a fine campionato scorso il capitano - la vedo dura senza qualche altro "vecchietto" che ci dia un aiuto, con molti giovani in squadra...». Vero che l’apertura ufficiale del mercato è domani (con epilogo alle 19 del 31 agosto), ma per ora, il trio è rimasto davvero da solo, visto che a nessuno dei compagni più navigati è stato rinnovato il
contratto in scadenza. Dire quindi che,lista alla mano,servono rinforzi in ogni reparto, è un eufemismo... «Per adesso - conferma Budel - è palese che manchino molti petali a questa rosa. Difesa e attacco sono i reparti per ora più scoperti, con un centrocampo in cui comunque non abbondiamo. Come è vero che lì davanti ora c’è un certo Caracciolo: non so che farà, ma se dovesse restare...». Tutto ancora in alto mare quindi, anche se gli obiettivi paiono chiari alla società per dare a Calori la possibilità d’impostare il 4-3-3 desiderato. Un modulo che, per il regista milanese, non comporterebbe grosse variazioni al suo ruolo: «No, per me non cambia molto. Tra l’altro, abbiamo fatto a volte quest’anno il 4-3-1-2, quindi con tre uomini sulla mediana: solo nel caso di centrocampo a due le cose cambierebbero. Certo, con tre difensori puri alle spalle puoi permetterti di spingerti più avanti o pressare più alto. Guardate Pirlo (a proposito, per lui aggettivi finiti) in questi giorni: l’Italia ha cambiato modulo dal 3-5-2 al 4-4-2 (e 4-3-1-2) ma i suoi movimenti non sono praticamente cambiati». Ci aspetta una B decisamente più modesta, Alessandro ne conviene: «Sulla carta, pare anche a me più abbordabile. Brescia sarà una delle più blasonate: situazione economica e bilanci permettendo, spero si costruirà una squadra competitiva. E la conferma di Calori è un chiaro segnale che le ambizioni del presidente stanno riemergendo. Io ci credo».


