Brescia, Baggio con la maglia dell'Atalanta. Gli ultras: "Roby, perchè?"
Le bacheche di Facebook, ai giorni nostri, sono termometro di umori. Ospitano parole e immagini che danno sfogo a passioni e delusioni. Solo quattro giorni fa, il 18 febbraio, quasi tutti i tifosi del Brescia ricordavano sui loro profili i gol più belli di Roberto Baggio con la maglia delle rondinelle, per rendere omaggio al Divin Codino nel giorno del suo 45esimo compleanno. Ieri, invece, come un fulmine a ciel sereno, una foto galeotta ha rapidamente cancellato - per qualcuno - quattro anni di emozioni e gioie.
È bastato un click, sul sito dell'Atalanta: Roberto Baggio, con molti altri tecnici, è ospite nel centro sportivo di Zingonia dove si allenano i bergamaschi di Stefano Colantuono. Una visita d'aggiornamento per tutti i partecipanti al master d'allenatori di Coverciano. Tra loro ci sono anche le ex rondinelle Emanuele Filippini, Piovani e Giunti, i tecnici di Lumezzane e FeralpiSalò Nicola e Remondina. Ma gli occhi e gli obiettivi dei fotografi sono tutti per lui, il più amato nella storia del calcio italiano.
Al termine del pomeriggio gli viene consegnata una maglia dell'Atalanta personalizzata con il numero 10 sulla schiena e il nome «Roberto». Baggio non la indossa, ma la autografa e la mostra sorridente per una foto ricordo. Uno scatto che suscita, sul web, l'ira di gran parte dei tifosi biancoblù. Già. Perché come spesso accade in rete la spaccatura è netta. C'è chi parla di «cuori spezzati», apostrofando il campione con parole ben più pesanti di «traditore». Chi, al contrario, lo giustifica e non fa montare il caso: «Non vedete che sorriso schifato - sottolinea qualcuno - l'ha fatto solo per cortesia, ma Roby resta uno di noi».
La diatriba scuote anche il mondo ultrà. Diego Piccinelli, leader dei «Brescia 1911», è il primo a postare su Facebook la fotografia e a commentarla. Le sue parole online sono chiare: «Caro Roberto, te la sei tirata tanto per venire alla festa del Centenario e poi... Francamente riflettiamo». Contattato in serata al telefono, spiega meglio la sua posizione: «È un'immagine che ci ha toccato molto. Non voglio affrettare giudizi, ma siamo dispiaciuti. L'avevamo invitato lo scorso aprile alla nostra festa per i cent'anni del Brescia e non venne per un impegno personale. Pur rammaricati, avevamo rispettato la sua scelta. Ora, questa fotografia riapre una ferita. Ci incontreremo in queste ore, con gli altri ragazzi, decidendo il da farsi. Credo che gli scriveremo una lettera». Enzo Ghidesi, storico uomo guida della «Curva Nord Brescia» ha un'idea diversa. Quel «Tutto il mondo sa...», dedicato al fuoriclasse di Caldogno, è ancora una delle hit più gettonate su Youtube dai tifosi bresciani. Ghidesi imbocca la via dell'assoluzione. «L'importante è che non l'abbia indossata - spiega - per quanto mi riguarda può averla buttata nel cestino appena salito in macchina. Anzi, Roby avrà di certo fatto così». In rete, intanto, il dibattito continua...


