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Ascoli-Brescia, la partita del cuore di Mazzone

Ascoli-Brescia, la partita del cuore di Mazzone TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
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Redaz. TuttoB.com
sabato 15 dicembre 2012, 21:48Brescia

Carlo Mazzone, 75 anni, la stessa età di Gino Corioni, ha guidato il Brescia dal 2000 al 2003. C´erano Roby Baggio, Pirlo e Hubner, Calori, Bisoli, Diana e i gemelli Filippini, Bonera, Filippo Galli, Appiah. Un ciclo fantastico, con tre salvezze consecutive: fu Gianni De Biasi, nella primavera 2004, a ottenere la quarta. Al «Rigamonti» le grandi spesso tremavano.

Lunedì, ad Ascoli, la sua città di adozione, comparirà il Brescia. Mazzone seguirà le sue due vecchie squadre con tanta simpatia e un pizzico di apprensione: «Sarà una gara abbastanza equilibrata - assicura Mazzone -. Conosco le potenzialità tecniche del Brescia. Ha puntato sui giovani, ed è la linea da seguire in questo momento. Non bisogna comunque sottovalutare l´Ascoli. In casa è un osso duro, e riesce a mettere in difficoltà le avversarie. L´attaccante Zaza sta segnando parecchi gol. È diventato un elemento importante. Sono convinto che entrambe le formazioni daranno vita a una bel confronto».

Carletto non andrà allo stadio Del Duca: «Guarderò la partita in diretta Tv, non mi perderò nemmeno un´azione. Pronostico? Se sapessi il risultato, andrei subito a scommettere. Io sono molto legato a entrambe. Ad Ascoli ho giocato, allenato e conosciuto mia moglie, che continua a sopportarmi. Qui ho gli affetti più cari e una grande storia. Ma sono legato pure a Brescia da affetto, stima e splendidi ricordi».

CALORI è stato un suo allievo: «L´ho sentito recentemente. L´anno scorso ha ottenuto buoni risultati, adesso si sta ripetendo. Numerosi i miei ex calciatori che hanno fatto carriera come tecnici: Ranieri, Conte, Bisoli, Beppe Iachini, Menichini, Filippo Galli, che è responsabile del settore giovanile del Milan, Vincenzo Guerini, Mandorlini, Novellino, Braglia, Bellotto, Moriero, Festa, Giannini, lo stesso Silva, che guida l´Ascoli. Quando mi chiamano, li ascolto con piacere, senza mai essere invadente. Io faccio sempre il tifo per loro. Quando si incontrano, come lunedì in Ascoli-Brescia, mi piacerebbe che vincessero entrambi. Ma il regolamento lo impedisce, e allora dico: i tre punti vadano a chi ha più bisogno».

All´elenco manca Roby Baggio: «Ha ottenuto da poco il patentino di allenatore. Però non è ancora andato in panchina. Scelte di vita. Nel 2000 era stato emarginato dal calcio, nessuno lo voleva più come giocatore. Si preparava da solo, sul campetto del suo paese, a Caldogno. Noi gli abbiamo consentito di regalare ancora emozioni».

Tra i suoi campioni c´è stato anche un certo Guardiola: «Non dimenticherò mai che nel maggio 2009, due giorni prima della finale di Champions a Roma, tra Barcellona e Manchester United, il Pep mi ha telefonato, invitandomi all´Olimpico. Gli ho risposto: sei matto, in un momento così, tu pensi a me! E lui: nella mente ho già tutto chiaro. Guardiola è di un pianeta diverso».

Tornando sulla... terra, il campionato di serie B è di basso livello: «No, io ritengo sia molto equilibrato. In testa alla classifica ci sono squadre che non godevano dei favori della critica. Il mercato di gennaio potrebbe consentire di effettuare nuovi innesti. E nel girone di ritorno ne vedremo delle belle. State sicuri che la corsa si deciderà nelle ultime giornate. Al momento non c´è ancora nulla di definito».

Nel Bresciano Mazzone ha raccomandato Carlo Ilari, centrocampista della Feralpi Salò, marito di sua nipote: «Un bravo ragazzo. Riservato. Un professionista, che vuol fare bene. La domenica il primo risultato che controllo è quello della squadra di Ilari».

CON GINO CORIONI ha vissuto una doppia parentesi: prima a Bologna, poi nella nostra città: «Un grande intenditore di calcio. A Brescia abbiamo preso elementi che venivano da stagioni negative e li abbiamo rilanciati, sfiorando l´impresa nell´Intertoto, contro il Paris Saint Germanin».

Una super squadra, quella francese: c´erano Anelka ed Heinze: «In quel periodo il Brescia è rimasto in serie A per 5anni: tre con me, uno e mezzo con De Biasi e qualche mese con Cavasin. A Corioni auguro ogni bene. Sono molto legato, a lui e alla famiglia».

Fonte brescia oggi

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