GdM - Bari spalle al muro: ora niente scherzi. Marino: "Gara cruciale, serve una vittoria ad ogni costo"
"Bari spalle al muro: ora niente scherzi. Il match oggi contro il Cosenza", titola La Gazzetta del Mezzogiorno.
Marino sprona i biancorossi: «Gara cruciale in cui occorre una prestazione migliore delle recenti. Ci serve ad ogni costo la vittoria».
«Ci serve la vittoria ad ogni costo». Ecco il pensiero natalizio di Pasquale Marino. E ha ragione, il tecnico siciliano. Perché al di là delle ormai immancabili defezioni, delle lacune strutturali e degli stenti che hanno accompagnato il Bari fin qui, gli ultimi due match del 2023 davvero non si possono fallire. Occorre un congruo bottino di punti per non complicare ulteriormente la corsa verso posizioni ambiziose, ma anche per allontanare i brutti pensieri di una classifica che non deve complicarsi.
Oggi il Cosenza al San Nicola, martedì la Sampdoria in trasferta: sembra quasi scontato considerarle in blocco, ma invece è indispensabile affrontarle una per volta. Cominciando dai calabresi reduci da tre sconfitte ed un pareggio negli ultimi quattro turni. Un andamento molto simile a quello dei biancorossi che pure contano tre ko in quattro turni, con un unico successo, ottenuto sul Sudtirol. Tuttavia, malgrado i risultati non siano certo soddisfacenti, il mister di Marsala intravede segnali confortanti. «Spero davvero in una prestazione migliore rispetto a quelle recenti», afferma Marino. «È una partita fondamentale per entrambe le squadre: sia noi, sia il Cosenza accusiamo alcune difficoltà. I calabresi, in particolare, hanno anche cambiato modulo di gioco (dal 4-2-3-1 al 3-5-2, ndc) per superare un frangente complesso e penso che riproporranno l’assetto appena varato. Sono convinto che, nonostante, tutto, stiamo migliorando sul piano della manovra, degli automatismi e dell’intesa: è vero, ci esprimiamo ancora troppo ad intermittenza, negli ultimi metri spesso sbagliamo scelta e in generale serve maggiore cattiveria nell’attacco alla porta, nonché lucidità in fase conclusiva. Vedo maggiore fiducia in quello che si propone in allenamento e riusciamo a muoverci in maniera più corale, arrivando con maggiore frequenza a ridosso dell’area avversaria. Dobbiamo aggrapparci, perciò, ad ogni singolo passo in avanti. Alibi non ce ne sono: in questi due incontri bisogna dare l’anima per trovare punti, curando ogni dettaglio. Perché purtroppo siamo nel classico frangente in cui le disattenzioni ci costano care: quando è così, non si può fare altro che limitarle il più possibile» [...].


