Bari, tra il sindaco Emilano, i cosacchi russi e il deficit da capogiro...
Bitonto e Mosca sono separate da oltre 2000 km, ma legate in questi giorni dal collante Bari, alla voce nuova proprietà. Per un’azienda di provincia che si defila – la Meleam – una misteriosa cordata russa che si intravede tra la nebbia, ma che sembra quanto mai lontana (e non solo per una questione geografica). La situazione debitoria del Bari rientra nell’ordine dei 50 milioni, ergo o arriva il nuovo Abramovic o la vicenda prende le strade del thriller, dopo il grottesco rappresentato dal pietoso tiramolla con la Meleam.
Michele Emiliano, sindaco della città, è stato eletto come una sorta di guida della crociata, ci si affida al suo relativo potere per sensibilizzare le forze economiche del territorio a sostenere la squadra; Matarrese & C. vorrebbero coprire almeno una ventina di milioni di debiti, ma l’implacabile fugacità del tempo impone altre priorità: entro febbraio devono uscire 3.5 milioni per pagare la prossima trimestralità di stipendi, altrimenti ulteriore penalizzazioni ed un destino che diventa ancor più nero.
Un altro mastro della crociata come il ds Angelozzi dovrà lavorare bene nel mercato in uscita per racimolare almeno una parte di tale somma, per il resto si immolerà il sindaco, chiamato all’impresa più ardua della sua carica. “Mi sto interessando al problema – ha dichiarato Emiliano alla trasmissione “Dillo a Emilio” su Telebari – ma non può essere il sindaco a condurre la trattativa per rilevare il club. Si è parlato di un mio incontro con alcuni imprenditori locali, ma non sono un croupier di una partita d’azzardo”. Croupier no, ma l’impressione è che Emiliano debba passare dal poker alla magia occulta per trovare una soluzione: “Potenziali acquirenti ce ne sarebbero – prosegue il primo cittadino – ma spaventa una situazione debitoria che sfiora i 50 milioni”.
Le modalità d’intervento del sindaco nella vicenda sono essenzialmente due: insistere sul buon cuore degli imprenditori locali (ma in tempo di crisi vige la regola del sospetto) o valorizzare il progetto stadio polifunzionale per convincere fantomatiche cordate di terre remote a puntare su questo Bari. Emiliano stesso ammette di aver tentato di coinvolgere politici russi nel progetto, ma non è semplice ed il tutto è ostacolato dalle scadenze a breve termine che potrebbero comportare ammutinamenti, ulteriori penalizzazioni e…il fallimento.
Parola che noi come il sindaco non vogliamo neanche pronunciare: “Il Bari non può e non deve sparire”, conclude Emiliano. E’ partita la crociata dal drappo biancorosso, anche se più che una storia di fede sembra una pellicola di Guy Ritchie…


