Bari, Torrente e il castello di carte
Il mercato biancorosso è destinato a soddisfare a metà: per quattro partenti finora solo un arrivo… e mezzo. Nessuno si aspettava uno shopping stile Sassuolo, la struttura costitutiva del Bari sembra un castello di carte pronto a crollare al primo soffio.
Capitan Donati ha abbandonato la nave, direzione Palermo, dove peraltro è stato sontuoso nell’esordio contro il Genoa. Alessandro Marotta ha salutato dopo una prima parte di stagione infelice, e ieri alla “prima” in maglia spezzina ha regalato i tre punti ai suoi in terra piacentina; Kopunek è tornato in patria, mentre Piccinni non è stato praticamente mai apprezzato sul campo ed il suo addio è passato inosservato.
Nei prossimi giorni dovrebbe concretizzarsi il passaggio di Salvatore Masiello al Torino: Ventura lo conosce bene e lo ha individuato come rinforzo in difesa, ma sembra che il giocatore si stia impuntando su una buonuscita per risolvere il contratto con i pugliesi ed il suo addio è vincolato a questo tipo di richieste, almeno per il momento. Per quanto riguarda Rivas, Nocerina e Juve Stabia sono piazze gradite all’argentino, che tuttavia ha manifestato l’intenzione di lasciare Bari solo in estate, quando scadrà il suo contratto.
Non si registrano altri possibili movimenti in uscita, ma chi rimpiazzerà i partenti? Masiello era fuori rosa e quindi non necessita di un sostituto (anche se un rinforzo sugli esterni non sarebbe un’ingiuria), al posto di Donati è arrivato Romizi, un giovane di prospettiva che non si è mai cimentato in cadetteria. Riuscirà a gestire l’urto e a sostituire degnamente l’ex capitano? In attesa delle risposte sul campo, il ds Angelozzi continua a lavorare sul trasferimento di Simon, la contropartita tecnica nell’affare Donati: il 21enne ungherese arriverà a Bari tra domani e dopodomani, senza Granfankel, ma il suo curriculum parla di Soproni Liga (massima serie ungherese) e null’altro.
Tutto il resto è noia – come canta Franco Califano – o emergenza – come ribadisce disperato mister Torrente. Questo Bari necessita perlomeno di un difensore polivalente, di un esterno e di un attaccante centrale. La società è stata costretta alla reintegrazione di Castillo, Kutuzov ed Albadoro, un po’ come rispolverare il vecchio Nokia 3310 perché ti si è rotto l’Iphone: tecnicamente solo il bielorusso è in grado di stare al passo del gruppo, anche se per un giocatore della sua struttura fisica (e per di più poco motivato) l’assenza dai campi è autodistruttiva.
Ora Torrente dovrà valutare le carte a disposizione e formare quel castello di cui abbiamo accennato, formando una struttura solida: la partenza di Donati ha inciso sulle fondamenta facendo traballare pericolosamente il tutto, il mister di Cetara dovrà ingegnarsi nel riassetto, al fine di resistere ai soffi societari (e giudiziari). In caso di crollo, sarà lui – volente o nolente – il primo a pagare pegno…


