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Bari, sguardi puliti e di guerrieri che crescono, questi ragazzi meritano solo elogi

Bari, sguardi puliti e di guerrieri che crescono, questi ragazzi meritano solo elogi TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Marco Fornaro
sabato 7 aprile 2012, 19:20Bari

Se prima poteva venire il dubbio a qualcuno, la gara di ieri testimonia tutto con certezza. Questo Bari ha un’anima gigantesca. Non ci si lasci condizionare dal risultato e dalla fatica riscontrata nello sviluppare una buona mole di gioco nella prima frazione e si osservi, piuttosto, l’arrembaggio dei secondi 45’ e la forza trovata dal gruppo per continuare ad onorare una maglia bistrattata da Masiello e soci, nonostante i rischi che corre il Bari e nonostante, con le penalizzazioni, sia difficile poter competere per qualcosa di importante in queste ultime battute del campionato di Serie Bwin. Al San Nicola arriva un Grosseto modesto, che con un 4-5-1 si limita a chiudere gli spazi ai padroni di casa, poco fluidi in una manovra disordinata, complice l’ennesima giornata-no di Bogliacino e l’assenza di Romizi, vero punto cardine del centrocampo biancorosso, imbrigliato bene dalla chiusura imposta da Ugolotti. Eccezion fatta per i calci piazzati, diventa davvero difficile trovare qualche spunto per presentarsi a tu per tu con Viotti, costretto al primo, grande, intervento solo al 28’, quando Bellomo lascia partire un buon cross sul quale si avventa un ottimo Forestieri che calcia a botta sicura impegnando l’estremo ospite. Si gioca solo in un pezzetto di campo e la prima ed unica ripartenza del Grosseto porta i suoi frutti: ottimo triangolo nell’area biancorossa che vede Alfageme solo dinanzi a Lamanna, superato dallo stesso argentino che, di fatto, entra in porta insieme alla palla. Cavanda offre una gran prestazione in termini difensivi, risultando meno propositivo in avanti dove, sull’out opposto, sono Scavone e Garofalo a tentar di procurare qualche pericolo alla difesa ospite, sempre più chiusa a riccio per proteggere un punteggio che sarebbe davvero oro. Nella ripresa il copione è identico, con gli uomini di Torrente che spingono maggiormente il piede sull’acceleratore, chiudendo tutto il Grosseto all’interno della propria metà campo. De Falco cresce con il tempo, Stoian non è una prima punta, ma riesce ugualmente ad alternare buoni guizzi con qualche giocata di prestigio, mentre Bellomo scompare con il passare dei minuti, al contrario di un Forestieri guerriero che fa a sportellate con l’intera difesa maremmana, che ringrazia la dea bendata al 11’ quando Scavone lascia partire un bolide da posizione considerevole che si stampa sul palo. L’orgoglio dei padroni di casa merita di esser ripagato e allora Torrente cerca il tutto per tutto inserendo Defendi per lo stesso Scavone, proiettando i suoi ad una sorta di 4-2-4 che vede protagonista subito il neo entrato. Lancio con il contagiri di De Falco, aggancio strepitoso dell’ex Atalanta che con un pallonetto potrebbe ristabilire la parità: Viotti si supera nuovamente. Manca poco e il mister campano scopre tutte le sue carte: fuori Cavanda e dentro Galano, squadra a trazione anteriore con tre difensori, due registi bassi e addirittura cinque attaccanti (Defendi, Galano, Forestieri, Stoian e Albadoro, inserito precedentemente per dar profondità alla squadra). La mossa paga subito ed è lo stesso Galano ad uscire dal cilindro una giocata magica che regala un urlo liberatorio ai presenti ed un abbraccio, significativo, con Stoian e Bellomo. La squadra ci crede e si espone al contropiede di Keko che lancia Caridi verso quella che sarebbe stata, oggettivamente, una vittoria immeritata. Ma è Albadoro ad avere la grande palla gol al 44’: Viotti respinge corto e l’ex Juve Stabia sbaglia il suggerimento per Forestieri. L’ultima emozione la regala un destro potente di Bogliacino che si spegne sul fondo

Finisce 1-1, ma con la consapevolezza di poter seguire un gruppo che vorrebbe far parlare di sé e non delle vicende extra-calcistiche. Un gruppo che si dimostra unito nelle immagini, negli sguardi profondi e intensi che espongono all’Italia intera. Quei visi puliti e pronti al sacrificio per la maglia che da queste parti non vedevamo da tanto tempo e per cui bisogna solo complimentarsi.  Ed allora, Chapeau!

Fonte pugliacalcio24.it