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Bari, questi ragazzi hanno un cuore gigantesco: tra magie e compattezza, anche Pescara è espugnata. Stagione da libro Cuore

Bari, questi ragazzi hanno un cuore gigantesco: tra magie e compattezza, anche Pescara è espugnata. Stagione da libro Cuore TuttoB.com
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
autore
Marco Fornaro
domenica 1 aprile 2012, 15:00Bari

Se c’è un pregio da poter assegnare con assoluta certezza al Bari griffato Torrente è proprio quello di non porsi limiti e di proseguire per la propria strada a testa alta, con un carattere guerriero che ha contribuito ad una stagione, che tra i mille problemi che continueremo a ripetere, può solo definirsi positiva per quanto mostrato sino ad ora. Una vittoria, quella dell’Adriatico, che probabilmente lieviterà altre illusioni per un treno play-off che continua ad attendere, lanciando semplici segnali di fumo da cui bisogna trarre le giuste considerazioni. Questa vittoria serve unicamente a mostrare a tutti il lavoro prezioso che si sta facendo e che, nella tabella di marcia, per un gruppo a larghi tratti inesperto, aveva già previsto qualche intoppo a primo impatto evitabile e sciocco, ma che offre solo stimoli ai ragazzi per migliorarsi e affrontare le difficoltà. E’ stata la prova delle dimostrazioni, non quella delle certezze. La dimostrazione che si può reagire a tutto, senza scomporsi: perché per un Bari alle prese con eccessivi problemi extra calcistici e con infortunati fondamentali nello scacchiere ideale (Forestieri, Romizi, Crescenzi e Caputo su tutti) non era facile ipotizzare una rimonta alla sberla di Immobile, che dopo soli 8’ sembrava dover segnare un epilogo ancor più triste di un pomeriggio troppo strano, per la scomparsa di Franco Mancini, ex bandiera dei biancorossi e preparatore dei portieri degli abruzzesi sino ad un paio di giorni fa. Il clima che si respira, soprattutto dalle parti biancoazzurre è di tanto nervosismo, applicato anche in campo. Le prime impressioni, a testimonianza dell’avvio fulminate degli uomini di Zeman, lasciano presagire ad una goleada che non arriva assolutamente. Perché i ragazzi  pugliesi hanno tantissima voglia di emergere. Cavanda si mostra finalmente impeccabile anche in fase difensiva, così come il tanto criticato Borghese, perfetto nell’annullare Immobile e dare un prezioso aiuto a Claiton per chiudere ed imbrigliare Insigne ed un nervosissimo Sansovini (clamorosa la sua traversa al 46’). Bogliacino si mostra nuovamente un flop, mentre Scavone corona una gran prestazione con il gol del pareggio. Per non parlare di Bellomo, schierato in posizione d’ala per supportare con Defendi (anche lui, gran prestazione) il rumeno Stoian, “finto centravanti” di turno.

Il Bari, come detto, ha proseguito nei suoi intenti, mostrando calma e disinvoltura da cui nasce uno splendido cross di Garofalo per lo stesso Defendi: Anania para e Scavone corregge in rete. Lo stesso, poco dopo, recrimina un rigore dubbio. Bellomo fa a spallate con tutti, mostrando gran senso del sacrificio, così come Defendi, questa volta più veloce nella manovra e nelle falcate palla al piede. Il Pescara deve sfruttare il passo falso del Toro e si ripropone in avanti a caccia di un vantaggio che non arriva. Ma il gruppo del Bari risulta unito e compatto, al cospetto di ogni avversità, issando un muro difensivo perfetto, guidato dal maestoso Borghese e da uno splendido Lamanna. Il Bari è pragmatico e sfrutta un angolo errato del Pescara per far ripartire il contropiede, da cui nasce l’invenzione di Nicola Bellomo. Un pallonetto da 40 metri che beffa Anania per il gol del 1-2. Per il Bari 30’ di sofferenza, per il Pescara tanta speranza di acciuffare una partita difesa con il coltello tra i denti da tutto il blocco difensivo ospite, pronto a dar vita a contropiedi decisivi nell’economia della gara. Lamanna e Borghese si superano, Insigne ed Immobile consumano i nervi con il tempo, arrendendosi alla sfortuna e alla bravura di un gruppo che sta emergendo per dei valori fondamentali inculcati da un tecnico che sta gestendo bene le sue armi. Avanti con il lavoro, ci sarà il tempo di migliorare e portare correttivi ad una squadra che mano per mano, con gli occhi sognanti dei bambini, continua a credere in un obiettivo lontano, per cui bisogna lavorare in silenzio, tirando le somme alla fine. Provarci non costa nulla…

Fonte Pc24