Bari, Polenta cotta a fuoco... di paglia
Diego Polenta, anni 19, il nuovo Montero, uno dei massimi talenti del calcio sudamericano. Con queste credenziali il Bari in estate ha ingaggiato il giovane difensore dal Genoa, mediante un prestito con diritto di riscatto e contro riscatto in favore della società ligure. Una trattativa estenuante durata diverse settimane, nella quale il Bari gareggiava con Reggina e…Barcelona. Già, i catalani volevano Polenta, molto probabilmente per inserirlo nella squadra B: una voce che aveva stupito gli addetti ai lavori, non è da tutti giorni una contesa di mercato tra Galletti e Blaugrana. Poi non se n’è fatto più niente – Polenta e Paella fanno un po’ a cazzotti – e il giocatore è approdato a Bari con fanfara, tappeto rosso, petali di rosa, etc…
Una sola presenza in tre anni di Genoa non garantiva sicuramente una sua pronta esplosione, ma l’esperienza accumulata con le vari selezioni dell’Uruguay rappresentava già un buon inizio. Torrente inoltre lo conosceva bene per averlo allenato nel Genoa Primavera, una situazione dunque ideale per la crescita del giocatore.
Inizia il campionato, il Milan bussa subito alla porta del Genoa per acquistarlo a gennaio ma Preziosi fissa il prezzo del ragazzo a 10 milioni di euro. Esordio contro la Nocerina a metà settembre, 23 minuti al posti Rivas, insipido come la carne consumata da un malato di ipertensione. Bene alla prima da titolare, largo a sinistra, contro un Crotone non proprio irresistibile.
Torrente lo prova centrale a Castellammare di Stabia e lui ripaga con una prestazione insicura e difettosa, culminata con la sconfitta della squadra. Così e così nella sconfitta contro il Pescara. Disastroso con il Torino, espulsione e pasticcio sul pareggio dei granata. Ritorna in campo lunedì contro il Cittadella e Di Roberto gli fa vedere i scorci verdi.
Lo score parla di 6 partite e 455 minuti di dubbi. Le tante voci di trasferimenti altisonanti si sono assopite, a Bari lo continuano a coccolare come è giusto che sia, vista la tenera età, qui non è obbligato a spaccare il mondo, ma dovrebbe mettersi in vetrina per i club più importanti (se davvero li merita). Il tempo e le qualità sono dalla sua parte, ma c’è il rischio di vedere un nuovo caso Forestieri, da anni celebrato come grande talento in attesa di esplosione, ma ancora imbrigliato tra infortuni, birbate e prestazioni opache.
I media in estate hanno eccessivamente pompato le doti di questo ragazzo, focalizzandosi troppo su presunti interessamenti di top club: non dimentichiamoci che ad agosto “La Gazzetta dello Sport” dava per certo l’approdo di Marco Ezio Fossati al Barcelona. Il talentino del Milan oggi sta facendo bene…ma a Latina. Su Polenta il tempo porterà consiglio, certo che con le orecchiette l’abbinamento non è proprio il massimo…


