Bari, mistero Rivaldo
Scomparso. Che fine avesse fatto Rivaldo cominciavano a chiederselo in molti. Poi, con una mossa a sorpresa, Vincenzo Torrente ha rispolverato il giocatore paraguayano per la gara contro la Sampdoria. "Volevo un giocatore che marcasse Foggia e facesse ripartire l'azione": così, l'allenatore del Bari ha spiegato la scelta di puntare sul sudamericano contro una delle corazzate del campionato.
La mossa, in verità, è apparsa piuttosto bizzarra. Per la cronaca, Rivaldo non giocava dal primo minuto dal 5 dicembre, gara casalinga dei galletti contro il Cittadella. Poi, puf, sparito. Da allora alla gara del "Marassi" il centrocampista è sceso in campo solo un'altra volta, da subentrato al posto di Stoian nel match esterno contro l'Albinoleffe vinto dal Bari 2-0. In pratica, a conti fatti, Torrente l'ha costretto a un'inattività lunga quasi cinque mesi. Un calvario con il sapore della bocciatura senz'appello: abbastanza buffo per un giocatore sbarcato nel capoluogo pugliese con la fama di pupillo del tecnico biancorosso, che l'aveva già avuto con sè a Genova e a Gubbio. A dire il vero, a un certo punto della stagione, esattamente tra i primi di novembre e l'inizio di dicembre, Rivaldo ha disputato sei gare di fila dal primo minuto tanto che (seppure senza aver mai brillato) sembrava essere diventato elemento inamovibile della linea mediana biancorossa. Sembrava.
E invece a un certo punto è sparito dal radar. Nessun mistero, sia chiaro: come Torrente stesso ha spiegato qualche giorno fa in conferenza stampa, semplicemente altri ne hanno preso il posto. Scelta tecnica, insomma. Contro la Samp, l'ufo Rivaldo è riapparso, salvo poi uscire di scena al 71esimo, sostituito da Bellomo. "M'è piaciuto", ha detto Torrente a proposito della prestazione del paraguayano. Salvo però farlo partire di nuovo dalla panchina contro l'Ascoli. Più che un ufo, una meteora.


