Bari, Minala e Boateng in visita ai ragazzi della comunità Don Gallo: "Mai smettere di credere ai sogni"
“Cinque anni fa anch’io vivevo in casa famiglia a Roma. Ho fatto il meccanico, il panettiere. Poi ho avuto la mia chance nel calcio ed ora ho coronato un sogno. Ho iniziato in modo inaspettato nel Napoli di Cavani e Lavezzi. Mi allenavo tutta la settimana e poi facevo ritorno nel casa famiglia dove studiavo, aiutavo nelle pulizie e mi impegnavo nelle attività giornaliere. Non scorderò mai da dove vengo, non scorderò mai quella casa famiglia. Devo al suo coordinatore tutto quanto perchè grazie alla sua fiducia ora sono qui e posso continuare a coltivare questo sogno. A questi ragazzi voglio dire di non smettere mai di sognare e di credere sempre in quel che si vuole”.
Parole emozionanti, autentiche che Joseph Minala, centrocampista camerunense del Bari, tira fuori, quasi a sorpresa, dal suo cilindro dei ricordi in occasione dell’incontro di ieri mattina con i giovani della Comunità Minori “Don Andrea Gallo”, inaugurata lo scorso 25 settembre a Bari e punto di riferimento per il Progetto SPRAR Minori Bari che vede interessate quattro associazioni: la Coop. Soc. “IL Sogno di don Bosco”, Coop. Soc. “CSISE”, Associazione “Etnie”, Associazione “Gruppo Lavoro Rifugiati”.
Un incontro organizzato in occasione del quinto e ultimo appuntamento di “Un Giorno per la Nostra città” dedicato all’integrazione culturale e sociale e a cui hanno partecipato anche Romeo Paparesta, il centrocampista Boateng, l’Assessore al Welfare del Comune di Bari Francesca Bottalico .
“Portiamo a termine un progetto individuato dalla Lega di Serie B in accordo con i comuni italiani per focalizzare l’attenzione sulle realtà del nostro territorio – ha detto Paparesta – ci siamo occupati, in questi mesi di disabilità, bambini, anziani e decoro urbano raccogliendo testimonianze importanti e dimostrando che il mondo del calcio non è lontano dai problemi della città. Questo sport, oltre che divertimento, deve essere anche un raccoglitore di situazioni che stimolano riflessioni come quella di oggi sull’integrazione e il multiculturalismo”.
“Questo incontro è un bel modo per avere la dimostrazione che i sogni si possono realizzare anche partendo da situazioni difficili e credendoci – ha aggiunto l’assessore Bottalico – non è detto che tutti possano diventare calciatori ma sicuramente, seguendo i propri desideri, si può costruire qualcosa di concreto”.


