Bari, la forza delle seconde linee: da Rivaldo a Scavone, a Ceppitelli e Caputo...
Quando si dice “Aver vinto una scommessa”. Questa frase è utilizzabile per svariati motivi ma, nel caso del Bari corsaro di Grosseto, la si può dedicare a mister Torrente e la sua truppa. Le sconfitte di Castellammare ed in casa col Pescara avevano agitato parecchio le acque attorno al tecnico di Cetara; poi, la squalifica di Borghese, le non perfette condizioni di Polenta, Rivas e Bogliacino, la luna storta di De Paula e l’arrivo del “Principe” Giannini sulla panchina maremmana facevano presagire un primo novembre amaro.
Invece il cilindro fortunato e la mente capace di Vincenzo Torrente hanno partorito un’idea che poi si è rivelata la carta vincente: Ceppitelli a far coppia con Dos Santos al centro della difesa, centrocampo a tre con Donati supportato ineditamente da Rivaldo e Scavone, Caputo e Defendi i partner scelti per affiancare Marotta. Il risultato lo si sa, ma al di là della vittoria ha convinto la determinazione con cui questi cinque moschettieri, spesso habitué della panchina o della tribuna, hanno dato un segnale bello chiaro a tecnico e pubblico: “Noi ci siamo”. Ceppitelli si è infatti confermato in crescita; Rivaldo e Scavone, spesso in ombra nei fugaci spezzoni concessigli, le sorprese più piacevoli; Defendi ha dato prova di essere di un’altra categoria e la speranza è che non sia stato un semplice mordi e fuggi; infine lui, il Ciccio altamurano, quel Francesco Caputo orgoglio barese che sente più di tanti il peso di quel galletto stilizzato sul petto. A lui va il plauso per aver deciso la sfida dello “Zecchini” e la speranza che mister Torrente creda maggiormente nelle sue capacità, tanto da concedergli maggiori occasioni rispetto all'attuale fantasma di De Paula.


