Menu Primo pianoCalciomercatoIntervisteEsclusive TBCalendari
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie B arezzoascoliavellinobeneventocarraresecatanzarocesenacremoneseempolihellas veronajuve stabiamantovamodenapadovapalermopisasampdoriasudtirolvicenzavirtus entella
TMW Scommesse

Bari, l'ex amministratore Vinella: "Il calcioscommesse la causa del fallimento"

Bari, l'ex amministratore Vinella: "Il calcioscommesse la causa del fallimento"
autore
Elisa Donatini
mercoledì 12 marzo 2014, 15:10Bari

L'ex amministratore unico del Bari, Francesco Vinella si è espresso nella conferenza stampa al San Nicola di Bari. “Nell’istanza di fallimento ho allegato anche i riferimenti di potenziali acquirenti che avevano contattato la società nei mesi scorsi”, ha detto Vinella che ha pure fatto sapere che i curatori nominati dal Tribunale di Bari, Marcello Danisi e Gianvito Giannelli, dispongono di una specie di lista scritta di eventuali compratori del titolo sportivo.

Per Vinella il fallimento “è stato l’epilogo fortemente caldeggiato da tutti” e “consentirà in tempi brevissimi, attraverso un’asta fallimentare, che l’azienda sportiva possa essere trasferita ad altra società, atto propedeutico per l’attribuzione del titolo sportivo alla società subentrante”.

L’ex amministratore del club ha polemizzato anche con il predecessore Claudio Garzelli e con l’ex club manager Gianluca Paparesta e ha ribadito di non essere stato un intralcio per la cessione della squadra. Vinella si è detto amareggiato e triste per la situazione del Bari e ha concluso la conferenza stampa affermando che la causa della caduta della squadra sia legata al calcioscommesse: "L’inizio della fine è il calcioscommesse: il danno è quantificabile sui 70 milioni di euro. Ha generato la nostra retrocessione, un ammanco di 20 milioni di euro di diritti televisivi che avremmo avuto in A, Almiron e Barreto ceduti a prezzi non di mercato. Ci siano trascinati contratti economici in B insostenibili. Poi nella stagione della retrocessione a gennaio abbiamo tesserato sette calciatori: il Milan non fece i nostri investimenti nel mercato di riparazione. Ma fu tutto inutile”.