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Bari, l'ennesima favola senza lieto fine che chiude l'anno con le lacrime agli occhi

Bari, l'ennesima favola senza lieto fine che chiude l'anno con le lacrime agli occhi TuttoB.com
© foto di Federico Gaetano
autore
Marco Fornaro
martedì 20 dicembre 2011, 09:30Bari

"Eccola qua, saltata anche questa". La maggior parte dei tifosi, alla lettura del comunicato della Meleam Group, che non riportiamo in questo editoriale, avranno esclamato questa frase, con la consueta goccia sul loro viso, che oramai aspettava il momento in cui si sarebbe chiusa la trattativa. In molti pensavano che l'esito sarebbe stato positivo, anche noi, vista la serietà tracciata da ambo le parti. E purtroppo, invece, quasi come un'inesorabile lista della spesa, anche il nome della Meleam si aggiunge alle altre società o persone che hanno tentato, invano di avvicinarsi all'As Bari, troppo lontana da quei sogni di gloria che la rendevano partecipe solo due anni fa. Progetti destinati a definirsi meteore passate casualmente da una piazza che esige e meriterebbe di più da una società mai vicina.

Qui, infatti, il velo di polemica è obbligatorio rivolgerlo a chi siede da 30 anni su una poltrona importante, ma che porta infinite sofferenze ai supporters, che, forse eccetto gli inossidabili, piano piano si sradica dal verde prato delle sue grandi origini e di una storia che forse è destinata a non aver mai quel lieto fine che nelle favole aspettano tutti. Ebbene si, oggi non ci sono chiarissime le dinamiche di questo mancato prosieguo, ma visti i precedenti...

Come precedenti, ovviamente, non intendiamo quelli della Meleam Group, che ci è apparsa seriosa e vogliosa di acqusitare il pacchetto dell'As Bari, quanto quelli della famiglia che da epoche destreggiano sul Bari, mostrando una timida voglia di vendere. Voglia che, da un decennio a questa parte, non sembra esser così concreta, vista la difficoltà nel trattare con loro e viste le tante trattative sfumate nel corso del tempo. Quando il nero sul bianco diventa l'elemento essenziale di ogni cosa. Ma il problema consistente, resta sempre nel non saper gestire le risorse che hanno ben voluto il galletto, trascinato dal duo Conte-Perinetti, che con pochissimo danaro e tante idee, hanno risollevato la truppa. Poi arrivò mister Ventura, che sempre con il buon ds e sempre con gli spiccoli, hanno saputo ragionare per dar vita ad una creatura che insegnava calcio da un capo all'altro dell'Italia, come se fosse la cosa più facile del mondo. E fu così che il magnifico San Nicola inizia a riempirsi, e tra cori e sciarpate, regalare un valore unico alla storia del club, che forse in questi due anni ha raggiunto il massimo, il top della cima, accarezzando un sogno Europa che dagli alti piani, probabilmente, han voluto deviare e disorientare.

E fu così che le prime crepe iniziarono a sgretolare quel favoloso paradiso concesso. Perinetti da l'addio, i giocatori anche, ma dal punto di vista mentale. E tra scommessopoli varie, infortuni presunti o tali, finti campioni mai affermatisi nel mondo del calcio, che la Bwin viene toccata. Dalla stelle alle stalle. Un giocattolo favoloso rovinato da chi risiede in alto, da chi non ha voluto l'esplosione e da chi, ora, lascia tutto nel deserto, tra il disgusto generale, per colpa di poche ambizioni che portano il Bari negli inferi. A raccontarla sembra la storia di Adamo ed Eva, che dalle splendide meraviglie del paradiso terreno, si ritrovano a sgobbare dove avrebbero potuto perfettamente evitare. Alla fine siamo qui, tornati nel deserto, sempre in mano alle stesse persone e con dei sogni di cambio al vertice che si allontano sempre più. Come se l'anno solare del Bari Calcio non avesse dato già abbastanza...