Bari, impegno scomparso, testa già all'ombrellone. Che questo finale non diventi un "Thriller"
Suoniamo campanelli d’allarme da tempo, evidentemente l’eco non è troppo forte. Al Bari non è concesso nessun tipo di relax, specie se le lunghezze sui play-out sono solo 8 con Empoli e Livorno che devon recuperare due gare non impossibili (i primi con il derelitto e retrocesso Albinoleffe, i secondi con il Pescara, partendo però da un vantaggio di due reti). Bene, lo scenario, posto in questo modo, non rassicura nessuno e, con un’altra sconfitta, si inizierebbe a tremare sul serio. Torrente fino ad un mese fa è riuscito a mantenere alta l’attenzione sul rettangolo verde, psicologicamente parlando, di gente che, con la situazione presente, avrebbe gettato la spugna da ottobre. La squadra ha retto, è andata avanti con grinta e determinazione. Con una salvezza sulla carta acquisita, ma ancora tutta da sudare, si è visto un calo anche sotto il profilo dell’impegno. Senza considerare che far punti senza un vero centravanti è un’impresa, specie quando Caputo è fermo da troppo tempo, quando Castillo e Kutuzov non possono fare la differenza in questo campionato e soprattutto quando Stoian, talentuoso ragazzo, inizia a guardarsi allo specchio come un Ronaldo qualsiasi, dimenticandosi il significato di “Gavetta”. Giocar per sé stesso non lo porterà da nessuna parte, tornasse ad offrire il suo contributo alla squadra. L’unico che al momento sembra tenere il passo lì davanti, seppur non in fase realizzativa, è Forestieri. Tanto dinamismo, corsa e tecnica che consentiranno lui di calcar campi importanti. Il problema, ora, sarà soltanto uno e non da sottovalutare. Dalle retrovie corrono ed anche tanto.
Rilassarsi non è tanto congeniale per nessuno, specie quando l’attacco non offre alcun tipo di certezze. La porta avversaria non viene bucata da 360’, un’eternità. Eppure la gara contro il Cittadella sembrava esser partita con i migliori auspici; squadra compatta, qualche combinazione esatta e veneti quasi alle corde. All’unica disattenzione difensiva, però, Di Roberto strappa un rigore per fallo di Garofalo, che lo stesso numero 7 patavino trasforma. Forestieri cerca di scuotere i suoi, ma Cordaz è attento. Nella ripresa il pacchetto punte aumenta, ma i tiri in porta non lasciano nessuna aspettativa positiva. Anzi, nonostante il dominio territoriale creato, è il Cittadella ad avere due grosse palle gol con Di Nardo e Bellazzini, mal capitalizzate da entrambi i calciatori. Un contatto Stoian-Cordaz lascia immaginare un rigore, che si trasforma in fallo del rumeno con annessa ammonizione. Episodio fin troppo dubbio. Finisce con una sconfitta apparentemente fine a sé stessa, ma che non deve far pensare già all’ombrellone, la spiaggia e il mercato bollente per tutti. Per quello ci sarà tempo, mancano tre partite. Che torni il vecchio Bari, non perfetto, ma quanto meno più gagliardo e incisivo.


