Bari, il Verona non sarà "fatal" ma "rivelatore"
Tutti ne parlano, tanto da arrivare a mettere in discussione un allenatore. Ma nessuno, di preciso, sa dire dove sia. Anzi, è bastata una partita per illuminare di nuova luce la classifica. La crisi del Bari è sempre più un mistero. Perché i biancorossi sono settimi, ad un solo, piccolo passo dalla corazzata Sampdoria e dalla zona play-off. Eppure, certo non si può dire che i tanti delusi dal rendimento di queste prime giornate e da Torrente siano un popolo di visionari. In un calcio sempre più dominato dalla logica del risultato ad ogni costo, la Serie B di quest'anno sembra segnare una sorprendente inversione di tendenza: il gioco perdona classifiche deficitarie o “contesta” allenatori sorretti da numeri dignitosi.
Quest'ultimo è senz'altro il caso del Bari e di Torrente. Ciò che non convince è il modo in cui la squadra tiene il campo: le scelte del mister, sempre diverse, spesso contraddittorie, comunicano solo insicurezza; e la difficoltà nel creare qualcosa – qualsiasi cosa – in avanti è a tratti desolante. Martedì è arrivata la vittoria di Grosseto, vitale per gli equilibri psicologici di tutto l'ambiente. Si riparte da qui, e dal 4-3-3, l'unico modulo veramente adatto per le attitudini di questa rosa. La convalescenza, però, è appena iniziata: il Bari ha avuto la fortuna di incontrare una squadra precipitata in una crisi di gioco e d'identità ancor più cupa della sua; fresco di esonero, il Grosseto davvero non aveva molto da offrire oltre allo schema parrocchiale del lancio lungo in cerca delle torri Sforzini-Gerardi, uno la brutta copia dell'altro. È al cospetto di questo nulla cosmico che il Bari ha vinto: ma anche sofferto, sprecato, stentato.
Ora c'è il Verona. Una sfida interessante, non solo per gli sfizi che i tifosi biancorossi avranno da togliersi nei confronti di Mandorlini e dei suoi “simpatici” cori rivolti qualche mese fa agli amici salernitani. I tre punti di martedì – vera e propria boccata d'ossigeno - fanno sì che il Verona sicuramente non sarà “fatal”, come da nomea e come in molti pensavano in caso di sconfitta a Grosseto. Ma senza dubbio potrà essere rivelatore delle reali condizioni del Bari: per scacciare definitivamente la cappa di pessimismo che gravita sul San Nicola si dovrà innanzitutto convincere l'ambiente; un obiettivo che passa dalla conquista dei tre punti, ma non solo.
Perché la crisi del Bari non si vede e non si tocca, è un'entita eterea, pronta a svanire e riapparire subitaneamente. Almeno fino a quando la squadra non avrà una sua precisa fisionomia. E proprio come uno striminzito 1-0 è stato in grado di trasformare in coraggio le incertezze di Torrente, un risultato negativo esigerebbe immediata rettifica, con i dovuti interessi. Il calcio, si sa, è volubile.


