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Bari, i 10 "ma" anti-Cittadella

Bari, i 10 "ma" anti-Cittadella TuttoB.com
Massimo Donati
© foto di Federico Gaetano
autore
Renato Chieppa
mercoledì 7 dicembre 2011, 10:00Bari
'Una partita dai tanti "ma", per un'altra serata da dimenticare'.

Donati fa il classico gol da capitano coraggioso, di quelli che scacciano i fantasmi di una sera e di una settimana intera, che ti regala una vittoria sofferta, forse ti svolta la stagione. Ma poi (dopo quanto, 30 secondi?) sbaglia un passaggio facile facile a centrocampo e dà il là alla ripartenza del beffardo pareggio. E qualche minuto dopo quasi concede il bis, e il contropiede che sarebbe potuto costare l’inverosimile 2-3.

Borghese è un colosso inarrestabile, ogni angolo è un pericolo nell’area avversaria. Ma nella propria – dove più conta per un difensore – fa quasi solo danni: falli sciocchi e reiterati, buchi inopinati, chiusure pachidermiche.

Tutto sommato il Bari non soccombe nella battaglia dei 90 minuti, gioca – più o meno – sul livello degli avversari. Ma gli avversari sono il Cittadella, una squadra dall’organico di categoria evidentemente inferiore, tra le più valide candidate alla retrocessione…

Per la prima volta da settembre, i biancorossi riescono nell’impresa di segnare più di un gol nella stessa partita. Ma il prezzo di questa “guarigione” è la perduta solidità difensiva: 5 gol subiti nelle ultime due gare, linea a 4 terribilmente confusa e mal filtrata dal centrocampo, due centrali storditi e due terzini che, ieri, davvero le hanno tentate tutte, ma proprio tutte per inguaiare Lamanna. La coperta è sempre più corta.

Galano e Rivas creano scompiglio, dribblano, ricordano cosa vuol dire giocare a pallone ad una squadra che altrimenti sarebbe terribilmente triste e spenta. Ma pure, ormai è chiaro, non hanno la benché minima idea di cosa sia uno dei fondamentali più importanti del calcio: il passaggio. E allora è quasi sempre tutto inutile.

Marotta mette in fila il secondo assist in due partite. Ma lì davanti è il nulla assoluto, impalpabile, inadeguato: segna meno di un difensore centrale, ed è tutto dire.

Polenta quest’estate il Bari l’ha “soffiato” al Barcellona… Ma qualche emissario blaugrana l’ha visto in campo ieri sera? Bogliacino torna, resuscita dal più profondo dei dimenticatoi, gioca, segna persino. Ma dopo la parentesi del gol torna a latitare sino al termine dei 90 minuti. Ed è una ben magra consolazione che oggi non sbagli 10 passaggi su 10, come in passato. Parliamo di uno abituato a fare il titolare in serie A.

Il Bari, nonostante tutto, esce con un punto da una partita indecifrabile e che probabilmente meritava di perdere. Ma il risultato parzialmente positivo arriva solo ed esclusivamente grazie a fato ed individualità. Non esiste un gioco, non esiste quasi nulla: la squadra non ha identità, sembra l’accozzaglia di 11 giocatori messi insieme per una sera, senza un allenamento, uno schema alle spalle.

Sono tutte le contraddizioni di questo Bari. Decisamente troppe. E allora arriva Maah (l’avevamo anche detto, ricordate?), a fissare il 2-2 che sprofonda il Bari in un’altra settimana di angoscia e cattivi pensieri.  È l’ultimo dei “ma” di ieri sera:  l’avversativa definitiva, un nome, il giudizio più secco e veritiero su una squadra che a questo punto deve capire per davvero se davanti a sé ha un futuro, e quale…

Fonte Lorenzo Vendemiale per TuttoBari.com