Bari, Gillet idolo dei tifosi anche nel giorno d'addio
Una conferenza stampa non come tante. Unica forse rende l’idea di cosa è stata quella che è andata in scena allo stadio San Nicola. L’addio di Gillet, il saluto del capitano alla sua gente, alla sua città. Una sala conferenze gremita, giornalisti mischiati ai tifosi, tanti…
Lui arriva, con il viso emozionato, con un viso che sa già quanto sarà difficile oggi: “Mi sembrava giusto salutare cosi e non con due righe sul sito ufficiale, del resto la gente qui mi ha sempre rispettato e voluto bene. So bene che dopo un’annata del genere, meno ci facciamo vedere in giro e meglio è… ma questo mio saluto penso sia doveroso. Quest’anno non mi sono piaciute diverse cose, mi hanno anche tirato del fango addosso, e non ho sentito nemmeno una parola in mia difesa, da parte di nessuno, società compresa. Ma io ho una mia filosofia, una linea di condotta che non ho tradito. Voglio inoltre chiarire che ho scelto io di andare via, perché ho trentadue anni e piuttosto che giocare un campionato tranquillo di serie B, ho preferito continuare a giocare in A. Questa maglia mi resterà sempre addosso…Bari è casa mia ormai, questa è la mia città e qui c’è la mia famiglia. Chissà, in futuro potrei tornare come dirigente o allenatore, non lo escludo, ma ancora non ho deciso cosa farò da grande”.
Queste le parole del capitano, pardon, ex capitano del Bari, che non sempre è riuscito a trattenere l’emozione, lasciando spazio a lacrime che gli hanno rigato il viso, confermando la sua buona anima. I tifosi gli hanno regalato fiori, targhe, ma di sicuro c’è ciò che Gillet non dimenticherà di questa giornata sono le standing ovation innumerevoli che gli hanno riservato per lui che sarà sempre un giocatore del Bari.


