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Bari, Garzya: "Si soffre la mancanza di un presidente. Se ripenso ai tifosi..."

Bari, Garzya: "Si soffre la mancanza di un presidente. Se ripenso ai tifosi..." TuttoB.com
© foto di Giacomo Morini
autore
Renato Chieppa
mercoledì 30 novembre 2011, 15:30Bari

Giunto dalla Cremonese nell’estate del 1996, il leccese Gigi Garzya è stato uno dei giocatori più ben voluti dalla tifoseria biancorossa. Merito di un forte attaccamento alla maglia, sentimento sviluppato nelle quattro stagioni (1996-2000) in cui ha vestito la casacca del Bari. 116 presenze, una promozione dalla B alla A e tre stagioni importanti nella massima serie è quanto il difensore di San Pancrazio ha raccolto col galletto.

Adesso una nuova avventura per il 42enne, il quale, terminata la carriera da calciatore nel Taranto sei anni or sono, si sta dedicando a quella da allenatore.  Per il momento tre esperienze importanti nel suo curriculum, tutte da vice: Lanciano, Crotone (due volte) e Frosinone, parentesi convissute col compaesano Francesco Moriero, eccezion fatta per lo scorso anno dove ha assistito Leonardo Menichini.

Nel frattempo il Bari prosegue, con alterne vicende, il suo campionato in serie B e, a tal proposito, la nostra redazione ha contattato in esclusiva l’ex capitano del Bari per avere il suo parere sulla situazione che si sta vivendo in campo e non e per sapere le ultime sulla sua carriera da tecnico.

Bari squadra dai due volti: bello e propositivo a Genova, brutto e sconclusionato ad Ascoli. Dov’è la verità? “Il problema sta proprio nel fatto che non si capisce quale sia il vero Bari. Alterna sempre prestazioni buone ad altre meno buone, ma la verità sta (come sempre) nel mezzo. Secondo me dobbiamo partire dal presupposto che non è una squadra fra quelle accreditate a vincere la serie B o ad approdare ai playoff. I problemi societari, che se ne dica, disturbano i giocatori; inoltre la penalizzazione non è una cosa bella. Da ex calciatore posso dirti che il gruppo non è sereno. Dietro non vedo una società, non c’è una persona che possa rappresentare la squadra al di là dell’allenatore. Prima c’era il presidente Matarrese, persona a cui i giocatori potevano rivolgersi, adesso punti di riferimento non ce ne sono.  Paradossalmente è una situazione simile a quella che si sta vivendo a Lecce”.

Alla luce della sconfitta di lunedì sera, in che fascia si colloca allora questa squadra? “Il campionato di serie B è lungo, ti logora e, se alle spalle non hai una società che ti trasmette serenità, alla distanza può pesare. Basti pensare alla Sampdoria, una delle squadre più forti, eppure fatica, quindi… Le sorprese in serie B non mancano mai, vedi il Verona. Il Bari in definitiva ha un organico da metà classifica”.

Parlare di playoff vuol dire sognare, illudersi? “E’ dura. Se vuoi vincere la serie B devi avere gente che faccia gol, al di là del fatto che possiedi una delle difese più forti. In questa categoria vincono le squadre che segnano di più. Nel Bari, ora come ora, non c’è un attaccante in grado di farti una ventina di gol e questa mancanza può pesare”.

Anche la vendita della società è sempre un work in progress e nulla più? “E’ una farsa! Mi sembra strano, seppure non so dove sia l’intoppo. Quando la gente si espone a livello mediatico, vedi l’americano Burton, bisogna sempre dubitarne. Un acquirente serio manterrebbe il riserbo, facendo uscire la notizia solo a cose fatte”.

Questo chiamiamolo “ostruzionismo” che la proprietà fa non può essere, secondo te, sintomo del fatto che prima o poi i Matarrese possano ritornare al comando? “Io sono dell’idea che in tutto c’è un inizio ed una fine. Ritengo che i Matarrese si siano stancati: è chiaro che, da imprenditori, vogliono vendere la società per il suo reale valore, senza far sconti”.

Da ex difensore, al di là della figuraccia maturata contro l’Ascoli, che te ne pare della retroguardia di quest’anno? “Il Bari ho sempre detto che ha una buona difesa. L’anno scorso ho avuto Crescenzi con me a Crotone, Dos Santos è stato uno dei migliori nel Varese di Sannino, poi c’è Borghese che sta dimostrando tutto il suo valore, lo stesso Garofalo è un buon terzino. Il portiere Lamanna, voluto da Torrente, è anche lui all’altezza”.

Per gennaio quindi ritieni che vada ritoccato soltanto l’attacco? “Torrente l’ha sempre detto. Sin dall’inizio del campionato lui ha sempre voluto una punta che facesse gol, vedi l’affare sfumato con Mastronunzio…”.

Per quel che ti riguarda come procede la tua carriera da allenatore? “Sto cercando squadra e spero di iniziare un avventura da solo, dopo le diverse esperienze da vice. So che è difficile, poiché siamo diverse migliaia, e le squadre diminuiscono. Vedi in Lega Pro…”.

Parentesi amarcord. Quando ti si chiede di Bari qual è il primo ricordo che ti balza alla mente? “L’affetto dei tifosi: è stata una cosa proprio a pelle. Un po’ di titubanza all’inizio c’era poiché sono di Lecce e ho giocato lì, invece con l’impegno e l’attaccamento alla maglia… Sai quelle cose a livello epidermico? Quando torno a Bari la gente mi accoglie sempre bene!”.

Chiudiamo con un augurio, per te e per il popolo biancorosso. Chissà che un giorno un altro salentino in panchina non ci faccia rivivere certe emozioni… “Io mi auguro che il Bari passi questo momento infelice e possa tornare nella categoria che le compete, a prescindere da chi possa guidarlo”.

Fonte TuttoBari.com