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Bari, Franco Janich: "I Matarrese lontani solo moralmente. Joao Paulo che colpo"

Bari, Franco Janich: "I Matarrese lontani solo moralmente. Joao Paulo che colpo" TuttoB.com
© foto di Alessandro Pizzuti
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Renato Chieppa
mercoledì 23 novembre 2011, 14:30Bari
L'ex diesse biancorosso fra passato e presente. "A Bari grazie a Carbone... Con i Matarrese solo qualche contrasto...Quando andai in auto a vedere Boban... Joao Paulo il migliore... I Matarrese non abbandoneranno il Bari... Angelozzi fa i miracoli"

“Bari non è una piazza facile, però vivere lì otto anni e mezzo di grandi soddisfazioni riuscire a fare 23mila abbonati e non è poca cosa”, così Franco Janich ricorda il suo periodo a Bari: nove anni, anzi otto e mezzo, costellati da grandi soddisfazioni e pure un pizzico di amarezza per certe situazioni mandate giù controvoglia. Era il 1982 quando il dirigente friulano giunse in Puglia dal Napoli, una scelta in cui giocò un ruolo importante il giornalista Rai Paolo Carbone “un carissimo amico che mi fece venire a Bari. Io ero in dubbio fra i biancorossi e la Salernitana: fu lui di fatti a parlarne coi Matarrese”.

Tanti i tecnici con cui ha collaborato in biancorosso. Da Catuzzi a Bolchi, persona con cui “mi sono divertito parecchio a fare calcio”, fino a Salvemini. TuttoBari.com ha intervistato in esclusiva l’ex dirigente 74enne che ha scritto pagine importanti nella storia del calcio barese.

Nove anni con la presidenza Matarrese. Sintomo di un certo feeling? “Per forza! I Matarrese hanno sempre fatto lavorare in pace il sottoscritto, come credo anche tutti coloro che ci siano stati prima e dopo di me. Io con loro mi sono trovato benissimo, solo nell’ultimo periodo c’è stato un po’ di disagio: avevamo allestito una squadra direi importante, quasi da coppa Uefa, però eravamo in ritardo di condizione, come ho spesso detto a Salvemini. Prima si punta sulla qualità atletica, poi sulla coesione tecnica gli ripetevo e pertanto abbiamo pagato questa penale. Dimessosi lui arrivò Boniek, un grande da giocatore ma che mi lasciava non poche perplessità sulle qualità da tecnico”.

Il primo aneddoto che le viene in mente? “Ricordo quando, sempre con Salvemini, andammo a vedere Boban in Croazia partendo in macchina dalla Germania. All’epoca c’era la guerra nei Balcani, ma pur di vedere sto ragazzo dalle grandi potenzialità affrontammo il viaggio… Io comunque tengo a precisare che non ho mai scoperto nessuno, ho sempre visto e consigliato giocatori alle società per cui ho lavorato”.

Qual è il miglior colpo che ha assestato nella lunga militanza in biancorosso? “Sicuramente Joao Paulo. Era un giocatore che aveva delle grosse qualità, sia sul piano dello spettacolo sia su quello del rendimento. Un altro è stato Massimo Carrera, ma ce ne sarebbero tanti altri da citare… Ricordo anche Fortunato e prima ancora Cowans il quale, un volta tornato in Inghilterra, giocò ancora con la sua nazionale”.

Lei, da lungimirante conoscitore dei Matarrese, ritiene che potrebbero lasciare il club in panne? “No, io penso di no perché sono persone serie. Avranno i loro problemi dal punto di vista lavorativo, come il periodo impone a dei grossi imprenditori come loro, però penso che la loro disponibilità sia più che altro ridotta moralmente. Personalmente ho avuto con loro dei contrasti ma, tra persone perbene, si è sempre risolto tutto”.

Da ex direttore sportivo, quanto è difficile fare mercato nelle condizioni in cui si trova ad operare Angelozzi? “Lui è una brava persona che sa fare il suo mestiere, ma per lavorare nelle sue condizioni ci vuole tanta fantasia ed un pizzico di fortuna qualità che vedo non gli mancano. Non è facile con pochi soldi e una squadra da rifondare…”.

Attualmente è ancora nel mondo del calcio o si occupa di altro? “Mi interesso ancora di calciatori. Sono stato da poco in Africa e presto ci tornerò. Ho fatto l’osservatore per la Juventus, per lo Shakhtar Donetsk e per la Reggiana… Ho messo anche gli occhiali nuovi, così adesso vedo meglio (ride ndr) ! “.

Avrà quindi qualche giocatore interessante da proporre al Bari? “Di giocatori interessanti, lì in Africa, ce ne sono tanti. L’unica è che vanno gestiti bene da giovani, onde evitare che divengano dispersivi. Due di questi a breve approderanno infatti all’Inter…”.

Fonte TuttoBari.com