Bari, fra modulo e assenze il peggior attacco della B
Marotta tre, De Paula due, poi a seguire Forestieri, Caputo, Borghese, Dos Santos, Rivas e De Falco a uno. Non sono voti, bensì le undici reti sin qui realizzate del Bari, suddivise per marcatori, nelle prime quattordici uscite di campionato. Davvero pochine per la categoria, tanto da affibbiare ai biancorossi la “palma” di peggior attacco della categoria.
Vincenzo Torrente le sta provando tutte: 4-3-3, 4-2-3-1 e poi ancora ritorno al tridente, ma i gol non arrivano. Merito delle difese avversarie o demerito dell’attacco pugliese? La verità, come in ogni questione familiare, sta nel mezzo. Intanto c’è chi arriva a reclamare il ritorno dei fantasmi di Kutuzov e Castillo, chi attende il rientro di Albadoro (che mai ha giocato in B) o chi spara a zero su un attacco che, comunque, sia fatica ad arrivare in zona gol e diventa sempre meno difendibile sul banco degli imputati.
Infine il modulo, vero cruccio torrentiano e della critica. Il suo cambiamento ha dato frutti a Grosseto si, ma è rientrato nell’anonimato già nel posticipo col Verona. E ora che pesci pigliare? Una cosa è limpida: a prescindere dai se e dai ma, Marotta o chicchessia lì davanti isolato a combattere contro le difese avversarie non risulta per niente produttivo. Al di là degli uomini è da rivedere proprio la fase offensiva e intanto domenica a Torino ci aspetta la capolista.


