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Bari, è un pareggio di cuore

Bari, è un pareggio di cuore TuttoB.com
Martino Borghese
© foto di Image Sport/TuttoLegaPro.com
autore
Renato Chieppa
lunedì 21 novembre 2011, 10:00Bari
In dieci il Bari ha agguantato la corazzata Sampdoria. Non badiamo alla A, campiamo alla giornata.

Ammettiamolo non era facile. In inferiorità numerica, fra gli scogli delle mura amiche e contro una corazzata a caccia del rilancio, dopo il cambio di panchina in settimana. Eppure questo Bari low-cost è riuscito ad evitare la terza sconfitta consecutiva al “San Nicola”. Una squadra dai due volti: apatica e lenta nel primo tempo, dinamica e atleticamente superiore all’avversario nella ripresa. Segnali incoraggianti per il futuro? Chissà. Giovedì il rodaggio lo si farà in coppa col Genoa, poi lunedì prossimo, contro un Ascoli in salute, vedremo; anche se è lontano da casa che i biancorossi danno spesso il meglio di sé.

Schiacciati nel primo quarto d’ora i biancorossi hanno preso a macinare gioco dal ventesimo in avanti, peccato che l’ennesima disattenzione difensiva abbia premiato il doriano Volta che, solo soletto, ha inzuccato il vantaggio ospite. La ripresa con l’innesto di Rivas ha consegnato più vivacità al tridente d’attacco, però il feeling intravisto a Torino fra Caputo e De Paula non ha avuto lo sperato seguito. Defendi ha lottato e duttilmente si è adattato ai comandi del sergente Torrente, però è la mancanza di filtro fra i due terzetti a latitare come spesso è accaduto in questo campionato. I convalescenti Donati e Garofalo magari meritavano di rifiatare visto il rientro dopo qualche turno d’assenza, però le opzioni in panchina non parevano incoraggiare particolarmente il tecnico di Cetara nelle contromosse. Crescenzi benino, peccato che le fatiche con l’Under 21 se le sia portate dietro anche ieri , non spingendo in fase offensiva come spesso ci ha abituati ma si rifarà.

Al di là dei singoli è un risultato che va colto come una vittoria, quanto quello raccolto all’”Olimpico” domenica scorsa. Dal treno di squadre che ci precede il divario è ancora tanto, qualitativamente parlando, e sperare in un gennaio di rinforzi pare un miraggio visti i segnali che la società già inizia a lanciare. Poco o nulla si cambierà infatti nel mercato di riparazione, ma l’appello è almeno di non sfaldare questo gruppo alla caccia di quelle poche centinaia di migliaia di euro che certo non farebbero la differenza. Qualcuno chiede ancora la testa dell’allenatore ma, a ragion veduta, bisogna avere pazienza. Quanta? Non ci è dato saperlo, certo è che le gerarchie nella cadetteria di quest’anno sono ormai fissate e a noi spetta il ruolo di rompiscatole o di outsider che dir si voglia. La speranza è di entrare nel magnifico quartetto playoff, ma la realtà è ben diversa.

Intanto va dato atto ai protagonisti della vicenda stipendi di aver evitato un’altra penalizzazione: diciamocelo chiaro e tondo, quei due punti tolti non faranno una gran differenza, viste le insite capacità che questa squadra ha spesso dimostrato di avere, e recuperarli non dovrebbe essere un gran problema. Il cuore c’è, la grinta spesso viene fuori (ovviamente non quella negativa mostrata ieri da Kopunek), i risultati sono quelli che sono. Non dimentichiamoci che è una squadra di esordienti o quasi nella categoria e che già sta compiendo un miracolo con i punti sin qui accumulati. La rabbia che il mister ha chiesto a tratti l’abbiamo vista anche contro la Sampdoria (vedi Martino Borghese), cosa chiedere di più? I playoff? Ma se ancora non è stato sciolto il nodo della compravendita della società, e si parla ancora di fallimento, perché dovremmo tentare la scalata alla A? Sarà un anno di transizione, magari il prossimo quello zero per ripartire, ma quel sentimento che spinge sti ragazzi a dannarsi l’anima in ogni partita deve essere il nostro premio.

Fonte TuttoBari.com