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Bari, è stato di convalescenza

Bari, è stato di convalescenza TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Federico Errante
mercoledì 21 settembre 2011, 13:07Bari

Sale la colonnina di mercurio del malcontento, tra i tifosi del Bari. Un termometro che metaforicamente è attestato sulla stessa gradazione di quello posto sotto l’ascella del paziente-Bari. La compagine biancorossa, nelle ultime due settimane, è andata incontro ad una vera e propria involuzione: della squadra spigliata e propositiva del precampionato, che era apparsa ordinata e che molto aveva creato in fase offensiva anche nelle prime uscite di Coppa Italia, se ne sono perse improvvisamente le tracce.

Sul banco degli imputati è balzata perentoriamente ed improvvisamente la preparazione atletica. Osservando la gara al San Nicola domenica scorsa, in particolare, non è stato necessario l’occhio di un istruttore ISEF per percepire il disagio fisico degli uomini di Torrente, specie nella ripresa, al cospetto dei molto più tonici e reattivi calciatori della Nocerina. Per tutti i secondi quarantacinque minuti di gioco, i pugliesi non sono stati in grado di attuare un pressing di squadra efficace, né di tenere corte le distanze tra i vari reparti. Spesso e volentieri, il povero De Paula si è ritrovato solo nella rete dei difensori rossoneri, che hanno così avuto vita facile. Chiaro che in queste situazioni (lanci dalla difesa nel nulla dell’attacco barese) i molossi hanno potuto schiacciare a poco a poco i galletti al limite della loro area, inanellando un numero spropositato di occasioni da rete.

Ma anche nel secondo tempo del precedente turno interno, quello che aveva visto il Bari opposto all’Albinoleffe, era andata in scena una rappresentazione forse meno appariscente ma altrettanto chiara del “gap” atletico tra biancorossi e seriani. In quella occasione i ragazzi di Fortunato alla fine riuscirono a far loro l’intera posta, cosa che non è riuscita agli uomini di Auteri solo perché, nei minuti finali, i nocerini avevano terminato la benzina.

Quasi come una logica conseguenza, sotto accusa è finito anche il modulo di gioco e le soluzioni tattiche adottate da Torrente. Forse sarebbe il caso, almeno fino a quando Donati e compagni non ritroveranno la “gamba”, di provare a cambiare modulo e affidarsi ad uno schieramento che richieda minore spreco di energie. Ad esempio, si potrebbe provare con un 4-4-1-1, con Forestieri alle spalle di Marotta o De Paula e due esterni, uno più offensivo (Defendi o Rivas) ed uno più propenso alla copertura (Garofalo), ad agire in un centrocampo completato da due da scegliere tra i vari Donati, Bogliacino, Kopunek e De Falco. Oppure provare con un “albero di Natale” (percorribile con la rosa a disposizione), che infoltirebbe il centrocampo in fase di non possesso e renderebbe sempre un paio di persone disponibili a giocare vicino alla prima punta.

In ogni modo, Torrente non può certamente permettersi il lusso di insistere con lo spregiudicato e dispendioso 4-3-3, vista la scarsa condizione dei suoi. Perseverare nel battere questa strada, potrebbe rivelarsi letale prima per il Bari e poi anche per…l’incolumità della sua panchina.

Fonte Mauro Solazzo - BariLive.it