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Bari, così non va: rigore inesistente a parte, la squadra gioca male e non reagisce come dovrebbe. E meno male che mister Torrente...

Bari, così non va: rigore inesistente a parte, la squadra gioca male e non reagisce come dovrebbe. E meno male che mister Torrente... TuttoB.com
© foto di Image Sport/TuttoLegaPro.com
autore
Renato Chieppa
domenica 23 ottobre 2011, 14:00Bari

Minuto 42, Juve Stabia nell'area di rigore biancorossa: Crescenzi, in recupero, ruba palla a Sau, che cade. Ottimo Crescenzi, ma non per l'arbitro Merchiori, che mal assistito dai suoi collaboratori, fischia un rigore inesistente. Dal dischetto, lo stesso Sau trasforma la rete che poi risulterà decisiva ai fine del risultato finale.

Questo, in sintesi, il film andato in scena allo stadio Menti di Castellamare di Stabia, dove il pubblico applaude e gioisce per la vittoria delle vespe, che fa suoi i tre punti palio. E il galletto? Niente, o quasi. Dopo il fattaccio del calcio di rigore, la squadra di Vincenzo Torrente, espulso per proteste alla fine della prima frazione di gioco, non sono riusciti a reagire, mettendo in vetrina la solita poca personalità e determinazione. Una volta in svantaggio, i biancorossi si smarriscono, proponendo un secondo tempo abbastanza deludente. A nulla, purtroppo, sono valsi i cambi che, dalla tribuna, il tecnico campano ha apportato al suo undici inziale. De Paula e Bogliacino, infatti, lasciati un po a sorpresa in panchina, non sono stati in grado, per l'ennesima volta, di cambiare e segnare positivamente l'incontro. Dal canto loro, i gialloblu, forti del vantaggio, si limitano a contenere una squadra che, francamente si contiene da sola.

Due, e forse più, i passi indietro fatti dai biancorossi rispetto alla gara vinta contro l'Empoli. Il gioco latita ancora, così come parecchie prime donne del galletto. A parte il solito lavoro di Marotta, nessuno dei famosi trequartisti (o mezze punte, che dir si voglia) accende mai la partita. La squadra fatica enormemente a tenere il pallino del gioco, e lascia parecchi dubbi in quanto a personalità. E meno male che mister Torrente, alla vigilia, aveva espressamente chiesto una prova di carattere ai suoi uomini, soprattutto a quelli chiamati, per curriculum e qualità, a trascinare il gruppo. In tal senso, da sottolineare la prova incolore di capitan Donati, mai trascinatore e lontanop parente del bel giocatore ammirato un paio di stagioni fa.

Cosa manchi a questa squadra per diventare davvero tale, nessuno lo sa. O forse si: manca la società, quella che, nei momenti brutti così come in quelli migliori, è lì ad incitare i ragazzi. A Bari, questo, è purtroppo utopia, soprattutto ora, con una proprietà assente ingiustificata da mesi pronta a lasciare. Sarà la volta buona? Chissà...

Fonte TuttoBari.com