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Bari, che disastro. Ora, occhio alla zona calda

Bari, che disastro. Ora, occhio alla zona calda TuttoB.com
Massimo Donati
© foto di Federico Gaetano
autore
Renato Chieppa
martedì 29 novembre 2011, 14:30Bari

Il Bari non sa più vincere. A dire il vero, non lo ha mai saputo fare in questo campionato, in cui, su ben diciassette tentativi, è riuscito a guadagnare i tre punti in sole sei occasioni. La sconfitta di Ascoli, però, è più grave delle precedenti. E perchè il galletto, con la sconfitta per 3-1 maturata al Del Duca, fa salire a quattro il numero dei match consecutivi senza successo, e perchè, ora conti alla mano, il Torrente pensiero deve seriamente concentrarsi e dedicarsi ai nemici che, in silenzio, abitano alle spalle del galletto, bloccato in classifica a 20 punti e a soli quattro lunghezze di vantaggio sul Modena quart'ultimo.

Una gara, quella contro i bianconeri, che riconsegna al Bari tutte le sue certezze: il gioco non c'è, l'attacco latita e i ragazzi, dopo un paio di paroline dolci da parte della critica, si sciolgono come neve al sole. E' successo anche stavolta. Dopo la buona prestazione consumata in Tim Cup contro il Genoa settimana scorsa, inevitabili sono arrivati i complimenti da parte di tutti, anche da parte nostra. Sbagliato! La realtà dice questo. La squadra, imballata e per nulla reattiva in campo, non è mai riuscita a mettere sotto l'ultima della classe. Vero, l'Ascoli, senza la penalizzazione di dieci punti, non sarebbe di certo il fanalino di coda di questo torneo, in cui, sul campo, ha conquistato ben 18 punti.  Ma tant'è che, i biancorossi, penalizzati dall'espulsione di Bellomo sull'1-1, non sono stati in grado di produrre gioco, neppure in undci. Scelte sbagliate? No, non si può sempre e solo sintetizzare così il male del galletto. All'attaccante che non c'è, si aggiunge spesso una poca propensione ad attaccare. Nessuno, se non sporadicamente, tira verso la porta dell'avversario. E questo la dice lunga. Poi, la solita tirata d'orecchie al carattere, alla personalità, spesso latitante.

La trasferta ascolana lascia in piedi diversi interrogativi. Sotto tutti i punti di vista. La società, a prescindere da chi la guiderà, dovrebbe seriamente pensare a gennaio, e al mercato di riparazione. Le qualità, in fondo, ci sono. A mancare, però, quelle due pedine di livello, soprattutto in attacco, dove si dovrà fare a meno anche di De Paula. Castillo e/o Kutuzov non potranno bastare. Se a gennaio non si potrà/vorrà far nulla di speciale, l'unica speranza è legata a Torrente: lui a Gubbio ha fatto miracoli. Che li faccia anche in riva all'Adriatico, altrimenti altro che serie A nel destino del galletto...

Fonte Andrea Dipalo - TuttoBari.com