Bari, Caput imperare non pedes: la filosofia di Torrente, ad maiora
Tra chi lo accusava di mancanza di coraggio ed eccessiva protezione su un vantaggio e chi contestava unicamente sostituzioni partita dopo partita, anche dopo scelte tutto sommato logiche e giuste, Vincenzo Torrente sta iniziando a togliersi i suoi sassolini dalle scarpe, gara dopo gara. Perché dopo 5 risultati utili consecutivi, non poteva essere un piccolo intoppo casalingo con il Modena a dover screditare un tecnico che con i giovani sta lavorando bene, agganciandosi al gruppo della “seconda fila” dove in molte ambiscono alla sesta piazza in classifica, valida per l’ultimo posto ai play-off. E con una rosa dalle qualità discrete e nemmeno totalmente espresse dai singoli, dai quali ci si aspettava di più, trovarsi a -3 dai play-off (sarebbe un -1 se eliminiamo la penalizzazione) non è un risultato tanto male, soprattutto per un allenatore al primo anno di Bwin, un campionato lungo e difficoltoso, oltre che dispendioso di tante energie. Basterebbe accumulare risultati più invitanti tra le mura amiche, per dar seguito a ben 7 vittorie esterne, ultima proprio quella dell’Atleti Azzurri D’Italia, dove Castillo e De Falco hanno firmato i tre punti. Il centrocampo quest’oggi si è, finalmente, espresso bene con lo stesso ex Sassuolo che ha sfoderato la sua miglior gara in stagione, contribuendo alla doppia fase in mezzo al campo e riuscendo ad impostare un gioco, le cui sfumature negative sono ben poche. Passi da gigante, in confronto alle precedenti apparizioni del mediano, coadiuvato da un Bogliacino in stato di grazia e pronto a rifornire corsa e palloni a gran quantità e da un Romizi, già adattato agli schemi del suo allenatore e pronto atleticamente, nonostante abbia giocato poco e niente nel primo scorcio di stagione.
Stoian e Forestieri spingono di meno, ma riescono a limitare le ripartenze dei terzini, mentre Caputo fa a botte con la difesa bergamasca, facendola stancare, mettendola alle corde, per poi lasciare il colpo finale a Nacho Castillo, cui seguirà un bis di De Falco. Ed a proposito di “codardia tattica” di cui è stato accusato il mister campano, all’ingresso della punta argentina erano presenti ben 4 attaccanti, per trafiggere un Albinoleffe, in 10 dal finir del primo tempo, quando due ingenuità sono costate caro a Laner e alla resa dei conti anche a Fortunato, esonerato in serata. Ma si sa che Caput Imperare, non pedes (A comandare è la testa, non i piedi) e da questo prende spunto l’ex eugubino, che si mette alle spalle le critiche per poi inanellare risultati fondamentali alla classifica e che lasciano presagire piccoli sogni di gloria anche ai supporters baresi. E sicuramente, per quanto visto, non bastano 2 pali ai padroni di casa per recriminare ad una vittoria meritata dai biancorossi, che già con Stoian e Galano avevano sciupato clamorosamente la rete del raddoppio, prima del tocco magico di De Falco che chiude definitivamente i giochi. Fraseggi rapidi, soprattutto nello stretto, e tocchi di prima: il Bari esprime un buon calcio e si avvia verso l’infrasettimanale con il Padova, da dove si dovrà ripartire anche tra le mura amiche, che tanto amiche non si sono rivelate in questa prima parte di stagione. Invertire la tendenza si può, a patto che si migliori. Ad Maiora Bari, inizia la corsa…


