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Non svegliarti proprio ora: Avellino, continua a sognare!

Non svegliarti proprio ora: Avellino, continua a sognare! TuttoB.com
© foto di Federico Gaetano
autore
Angelo Zarra
lunedì 31 marzo 2014, 20:00Avellino

Minuto 20 nel corso della ripresa, dopo un primo tempo bloccato con il Cittadella chiuso davanti a Pierobon e l'Avellino in cerca del varco per colpire, Castaldo aggancia in area un pallone proveniente da un tocco morbido di Schiavon e vincendo un contrasto con Pellizzer riesce a battere l'estremo difensore veneto. E' la rete che risulterà definitiva per il ritorno alla vittoria dei lupi in casa, davanti ai propri tifosi, dopo tre mesi di astinenza. Erano infatti da tre mesi circa, dal 29 dicembre 2013 che gli irpini non facevano bottino pieno al "Partenio-Lombardi", dalla doppietta di Arini che fissò il risultato sul 2-1 contro il Padova.

E' cosi, nonostante la festa rovinata per dissidi con i tifosi, l'Avellino può festeggiare la salvezza virtuale visti i 48 punti in classifica conquistati in 32 giornate di campionato ed una distanza dal Padova quart'ultimo di ben 18 lunghezze. Nessuno, nemmeno i tifosi più vicini alla squadra o gli addetti ai lavori più esperti avrebbero potuto prevedere che a 10 giornate dalla fine la salvezza, anche se virtualmente già essere in tasca e che i lupi si potessero giocare i play-off con squadre come Crotone, Siena, Empoli, Lanciano oppure il Latina, squadra neopromossa che tanto ha speso sul mercato. Il merito non solo del tecnico che avuto le idee chiare fin da subito sul modulo da adottare il gioco da esprimere ma anche al direttore sportivo Enzo De Vito, che ha preferito portare in una piazza importante giocatori che giocassero per la maglia e per la gente di Avellino e provincia ai "nomi" di giocatori importanti.

Date al diesse Enzo De Vito una sicurezza societaria e tanta fiducia e i risultati non posso essere che eccellenti: dai colpi a 0 di Eros Schiavon e Fabio Pisacane, passando per Soncin, Peccarisi e Togni che hanno dato esperienza ad un gruppo voglioso di confrontarsi con le grandi della serie cadetta, le conferme di Angiulli, Fabbro, del capitano Ciccio Millesi e del gladiatore D'Angelo, di Mariano Arini, pupillo del diesse da tanto tempo e seguito dal Verona per la prossima stagione, passando anche a Castaldo e Biancolino trascinatori nella scorsa stagione della cavalcata in Lega Pro, vedi anche le conferme importanti dei giovani come Zappacosta, Izzo e Bittante che hanno avuto il salto di qualità in questa stagione e dei prestiti ottenuti da Catania, Chievo e Livorno per Terracciano, Seculin e il pupillo del presidente, il bulgaro Andrey Galabinov prima dello svizzero Decarli, l'intuizione di Camillo Ciano in grado di dare alla squadra quel classe e quel talento nel saltare l'uomo che è mancato nella prima parte di stagione.

La salvezza è una vittoria anche del presidente Walter Taccone, unico imprenditore rimasto di una cordata partita 4 anni dalle ceneri della Serie D e con grandi sforzi economici ha fatto tornare a sognare i tifosi irpini abituati negli ultimi anni a troppi saliscendi tra LegaPro e Serie B; è una vittoria di Enzo De Vito unico avellinese a non fallire nella sua città (vedi Pierpaolo Marino o altri nomi altisonanti). E' soprattutto una vittoria dei tifosi, che hanno seguito il lupo anche in trasferta e che continueranno a farlo. Momenti di incomprensione possono capitare in un amore grande come quello lega i tifosi all'Avellino, ma l'importante è continuare a marciare verso lo stesso obiettivo. La stagione non è finita, è i play-off sono sempre alla portata...Avellino non svegliarti proprio ora, continua a sognare!