Il Mattino - Avellino, parla il ds Aiello: "James Rodriguez? Abbiamo sognato a occhi aperti, fino all'irruzione sulla scena dell'Atletico..."
Intervistato da Il Mattino, Mario Aiello, ds dell'Avellino, è tornato sulla trattativa (poi sfumata) con James Rodriguez: “Negli ultimi giorni di calciomercato Rodriguez e il suo entourage, ci hanno dato apertura al trasferimento ma per noi, al di là dell’aspetto economico, non era semplice decidere su due piedi e, soprattutto, conciliare un investimento economico con l’area tecnica e quella del marketing che un fuoriclasse del genere si porta inevitabilmente dietro. Per questa ragione ho preso tempo e venerdì scorso, esattamente una settimana fa, abbiamo fatto una videocall con i suoi agenti in Colombia a cui Nesta non ha mai partecipato. Mi sarebbe piaciuto continuare ad agire nel silenzio ma quando tratti giocatori di questo calibro il rischio è annesso. In ogni caso con il presidente e gli agenti abbiamo per giorni provato a far quadrare il cerchio con un’offerta intorno al milione di euro. James più che all’aspetto economico era attento alla competitività del campionato, perché punta a restare in Nazionale e rilanciarsi ad alti livelli. Svanita la possibilità di trovare un top club in Europa, però, noi stavamo davanti ad altre società arabe, australiane e messicane che, pur offrendo di più, non gli garantivano il nostro livello agonistico. Ecco perché, fino a giovedì mattina, avendo superato l’ostacolo sui diritti d’immagine, non nascondo che pure io ho sognato ad occhi aperti fino all’irruzione sulla scena dell’Atletico. A quel punto non sarebbe servito a nulla nemmeno alzare l’offerta.
In ogni caso non ho rimpianti. Personalmente e come Avellino abbiamo dato tutto senza lasciare nulla al caso. Avrei avuto il rimpianto se non avessi provato a prenderlo dopo l’apertura che ci ha dato al trasferimento. Sotto l’aspetto della visibilità il risultato è stato sensazionale dal momento che del nostro club si è parlato per giorni su scala Mondiale. Era iniziato tutto a cavallo di Ferragosto. Un intermediario italiano, quasi per scherzo, mi propose l’affare con poca convinzione. Quando vide la mia reazione, però, si mise subito al lavoro”.


