Il dossier dell'Avellino contro i torti arbitrali
La misura è colma. In casa Avellino c'è rabbia per parecchie decisioni arbitrali che sinora hanno frenato la rincorsa Playoff della banda di Rastelli. Il patron Taccone è andato su tutte le furie sabato a Cesena, quando sullo 0-0 è stato negato un rigore solare agli irpini. Inoltre a gioco fermo non è stata sanzionata l'espulsione di Coppola per un colpo proibito a Pisacane. Ieri, tramite la prova televisiva, il giudice sportivo ha stoppato per ben tre turni il mediano romagnolo. L'ultimo episodio di una lunga iniziata al Granillo di Reggio Calabria dove gli irpini reclamarono un rigore. Qualche settimana dopo a Varese doppia beffa per la truppa di Rastelli.
Sullo 0-0 non è stato convalidato un gol regolare ad Angiulli (le immagini televisive hanno dimostrato come il pallone calciato dal numero tre abbia superato abbondantemente la linea) e nel finale il pareggio dei padroni di casa fu viziato da una carica fallosa su Terracciano. Infine a Carpi i Lupi giocarono per quasi ottanta minuti in inferiorità numeri a causa dell'espulsione di Arini. Il fallo del centrocampista costò un calcio di rigore contro, poi fallito dagli emiliani. Ma a termini di regolamento il rosso per l'ex Andria fu eccessivo. Episodi sfavorevoli e che sono costati almeno 4-5 punti limpidi ai biancoverdi. Per questo ora l'Avellino è pronto a far sentire la propria voce in Lega e in ogni sede. I ballo ci sono i Playoff e non sono più ammessi errori, questo il pensiero dei dirigenti avellinesi...


