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Davide Zappacosta, il 'pendolino' di Massimo Rastelli

Davide Zappacosta, il 'pendolino' di Massimo Rastelli TuttoB.com
© foto di Ninni Cannella-De Masi/TuttoLegaPro.com
autore
Angelo Zarra
martedì 20 maggio 2014, 21:00Avellino

Per gli addetti ai lavori Davide Zappacosta è l'erede di Gianluca Zambrotta. A Bergamo lo hanno classificato come "il nuovo Peluso". Ad Avellino è solo "Davidino", colui che macina chilometri sulla fascia destra. Aveva iniziato forte la stagione in serie cadetta, la prima della sua carriera, poi pian piano le sue prestazioni si sono ridimensionate fino a tornare "normali" a causa anche di un infortunio che lo ha bloccato sul più bello. E' questa la parabola stagionale di Davide Zappacosta, esterno destro classe 1992 nativo di Sora che in questa stagione ha finalmente avuto quel salto di qualità che lo ha catapultato tra le giovani promesse del calcio italiano.

Dopo aver giocato nelle giovanili del Sora prima e dell'Isola Liri poi, nel gennaio 2011 viene notato dall'Atalanta che ne compra il cartellino ma lo lascia maturare nel Lazio. Nel giugno 2011 l'Atalanta lo cede in comproprietà all'Avellino, fresco di promozione in Prima Divisione. Cresciuto come ala offensiva la consacrazione in maglia biancoverde arriva la stagione successiva con l'approdo di Massimo Rastelli. Il tecnico punta molto sul giovane è lo ridisegna terzino destro dove Zappacosta cresce e matura in fretta. Ad inizio dell'attuale stagione, inizia la stagione con gran gol di destro con la quale l'Avellino batte il Novara all'esordio per 2-1.

Inizia cosi la consacrazione di Zappacosta che comincia ad incanalare una serie di ottime prestazioni che lo portano alla ribalta nazionale. Pierpaolo Marino, direttore sportivo dell'Atalanta, inizia a tenerlo sott'occhio e da Vinovo arrivano le prime telefonate. Antonio Conte vede in lui tutte le caratteristiche che ha Lichsteiner e lo vorrebbe in maglia bianconera. L'esordio in Under 21 nella sconfitta dell'Italia contro il Belgio. Poi l'infortunio che lo tiene fermo un mese e mezzo circa e che gli fa saltare lo stage di Coverciano con il ct Prandelli. Dal suo ritorno è tornato ad un livello "normale" alternando ottime partite (vedi Crotone e Spezia) ad altre meno. E' normale per un giovane che sogna la serie A e che ha addosso i fari della Juventus sentire la pressione e non riuscire più ad avere una continuità di prestazione.

Nonostante tutto, Zappacosta rimane un ragazzo che ha il futuro davanti a sè. Un futuro che probabilmente sarà lontano dal "Partenio-Lombardi". Lontano da quei tifosi che lo hanno sostenuto e supportato non solo nei momenti felice ma soprattutto in quelli negativi. Deve tanto a Rastelli che ha creduto in lui e al diesse De Vito che ha visto grandi qualità. Ma prima dell'Atalanta e della serie A Zappacosta ha un obiettivo, onorare la maglia biancoverde, "la sua seconda pelle" come dice spesso, magari regalando i play-off ai tifosi e alla società.