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Avellino, triste epilogo: ma la stagione resta positiva

Avellino, triste epilogo: ma la stagione resta positiva TuttoB.com
© foto di Federico Gaetano
autore
Angelo Zarra
sabato 31 maggio 2014, 22:00Avellino

Sarà stata la convinzione di avere già in tasca la vittoria contro una squadra già retrocessa. Saranno state le tante assenze, ben sei titolari che hanno dato forfait nelle ultime ore; ma fatto sta che l'Avellino ha sfornato una pessima prestazione trovando la sconfitta sul campo del Padova e non riuscendo cosi a sfruttare i risultati positivi arrivati dagli altri campi per centrare la qualificazione ai play-off. 

Una stagione nata con l'obiettivo della salvezza. Poche le risorse finanziare a disposizione del direttore sportivo Vincenzo De Vito che è riuscito ad allestire con poco una discreta rosa fatta di tanti giovani in prestito e qualche svincolato con tanta voglia di fare bene in una piazza importante come quella di Avellino. Un grande inizio di campionato, con tante prestazioni fatte soprattutto di  quantità più che qualità e a fari bassi ed umiltà sono riusciti ad agguantare la terza posizione nella graduatoria a fine girone d'andata.

E' proprio nella sosta invernale che qualcosa si è rotto. Le altre squadre sono riuscite a rinforzarsi mentre l'Avellino, avendo poche risorse, ha cercato solo di dare qualche alternativa al tecnico Rastelli non riuscendo però a fare il salto di qualità alla rosa. Quando le altre compagini hanno iniziato a cambiare marcia, l'Avellino è non riuscita a tener testa cedendo pian piano alle avversarie.

Di pari passo i tifosi hanno iniziato a sognare qualcosa in più della semplice salvezza. Hanno iniziato a ripopolare il "Partenio" spingendo la squadra verso i play-off. Gli irpini hanno tentato in tutti modi di riuscire a rientrare in quei sei posti che li avrebbero portati alla post-season trovando ottime prestazioni in casa. Ma vuoti sotto l'aspetto fisico, la squadra lontana dalle mure amiche non ha trovato quella continuità di punteggio al contrario della prima parte di stagione dicendo addio al sogno play-off dopo la sconfitta di Padova.

Le assenze pesanti di Galabinov e Izzo, i forfait dell'ultimo minuto per febbre di D'Angelo e Arini e le non perfette condizioni di Fabbro e Peccarisi hanno costretto Massimo Rastelli a stravolgere l'11 iniziale. La squadra ha cercato di fare la partita all' "Euganeo" ma andando in svantaggio in due minuti di confusione con due amnesie difensive. Errori consueti nell'ultima parte di campionato che l'Avellino ha sempre pagato a caro prezzo. Il solo Castaldo in avanti, non supportato come doveva prima da Soncin e poi da Biancolino, ha cercato di dare la scossa ad una squadra vuota e senza orgoglio e che si è arresa al 90esimo al triplice fischio finale.

Ingenerosi restano i fischi dei 300 tifosi che hanno seguito l'Avellino in Veneto. La squadra ha cercato di dare il massimo finchè ha potuto ma è stata costretta ad arrendersi quando anche la fortuna gli è stata avversa. Importante era la salvezza ed è stata centrata, per il prossimo anno l'ossatura della squadra c'è e soprattutto l'esperienza giusta per tentare l'assalto ai play-off. Quei tifosi forse hanno dimenticato che, cinque anni fa, sull'orlo del fallimento societario nell'ultima trasferta a Modena, l'Avellino tornava a casa con le lacrime amare della retrocessione in Lega Pro. Le lacrime in questa occasione si sono trasformate in amarezza e rammarico. Ma nonostante il triste epilogo, la stagione resta comunque positiva.