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Avellino, torna a parlare Rastelli: "Non siamo padroni del nostro destino. I tifosi sono motivo di orgoglio"

Avellino, torna a parlare Rastelli: "Non siamo padroni del nostro destino. I tifosi sono motivo di orgoglio" TuttoB.com
© foto di Prospero Scolpini/TuttoLegaPro.com
autore
Angelo Zarra
mercoledì 21 maggio 2014, 21:40Avellino

Dopo 10 giorni è tornato a parlare il tecnico dell'Avellino Massimo Rastelli. Il tecnico, nelle parole riprese da TuttoAvellino, ha fatto il punto su questo finale di campionato: "Non ho parlato dopo Trapani per evitare squalifiche. Solo ieri ho trovato la serenità per parlare, ci hanno tolto 4 punti. E' evidente che non siamo padroni del nostro destino. Possiamo solo sperare di fare 6 punti e che le altre squadre si fermino negli scontri diretti per cercare di scalare la classifica. Modena? Abbiamo giocato bene nei primi 25 minuti. Se Schiavon trovava la rete la partita cambiava. Nel calcio vince chi segna ma noi non ci arrendiamo mai, il caldo ha poi fatto il resto. Rifarei la stessa formazione con Togni e Ladrière nonostante le partite ravvicinate. L'unico dubbio era tra D'Angelo e Arini e ho scelto il primo perchè lo vedo più fresco. Siamo stati condannati da un episodio.

Reggina? Dobbiamo dare il massimo e avere rispetto di una squadra che onorerà fino alla fine il campionato. Ci sono trenta punti di differenza ma in campo non si vedranno. Importante è vincere. Dei nazionali avrò a disposizione solo Bittante. Galabinov e Decarli arriveranno nella vigilia e dovrò parlarci. Futuro? Se il Chievo mi vuole deve trattare con la società. Ho un contratto fino al 2016 ma quello che mi legame alla maglia che mi tiene qui. Fa piacere il ritrovato l'entusiasmo per questa squadra. I nostri tifosi sono motivo di orgoglio, si comportano bene e incitano solo noi".