Avellino, Izzo: "Voglio portare la squadra in Serie A prima di lasciare"
L’Avellino si prepara all’ultima curva della stagione regolare con la carica del suo leader carismatico, Armando Izzo. Il difensore napoletano, intervenuto ai microfoni di Contatto Sport su Prima Tivvù, ha analizzato con la consueta schiettezza il momento dei lupi, reduci da una sconfitta amara a Empoli che ha rallentato la rincorsa verso gli spareggi promozione. Izzo non ha cercato scuse per la prova opaca in Toscana, ammettendo che la squadra è mancata proprio nei momenti decisivi del match: "Non abbiamo giocato bene a Empoli, siamo mancati negli ultimi 20 metri. Sapevamo l'importanza della gara, ci stavamo giocando un posto per i playoff e la Serie A, ma noi ci crediamo ancora: venerdì vogliamo battere il Modena e poi vedremo", ha dichiarato il centrale, sottolineando come la fame del gruppo non sia mai venuta meno nonostante il risultato negativo.
Il tema del legame viscerale con la piazza è stato il filo conduttore dell'intervento di Izzo, che ha descritto l’atmosfera attorno alla squadra come qualcosa di unico e quasi mistico. Nonostante gli anni passati nei grandi stadi della massima serie, il difensore è rimasto folgorato dalla passione dei sostenitori biancoverdi, capaci di trasformare una trasferta in un evento indimenticabile: "Quando sono tornato ho visto qualcosa di magico. A Empoli abbiamo assistito a uno spettacolo da parte dei tifosi che, dopo anni di Serie A, ho visto in pochi campi. Voglio portare questa piazza nella massima categoria, lo dico da sempre perché l'Avellino merita la A", ha ammesso con orgoglio, spiegando come il suo ritorno in Irpinia sia stata una scelta dettata dal bisogno di certezze. Se n’era andato da bambino, è tornato da uomo, trovando una società solida e un ambiente pronto al grande salto.
Izzo ha poi offerto una disamina tecnica sulla Serie B ritrovata, senza peli sulla lingua riguardo al livello attuale del campionato cadetto rispetto al passato. Se da un lato vede una qualità generale meno elevata, dall'altro riconosce il valore dei singoli all'interno dello spogliatoio di mister Ballardini: "Sono onesto, vedo un livello più basso, ma questo non significa nulla: in questo Avellino ci sono 4-5 ragazzi che possono tranquillamente arrivare in Serie A". Proprio sull'allenatore, il difensore ha speso parole di profonda stima, descrivendolo come una figura umile ma estremamente esigente, capace di tenere tutti sulla corda: "Spero di averlo con noi anche l’anno prossimo, pretende tanto da me e mi fa stare bene. È una persona che ti tiene sempre sul pezzo".
La chiusura dell'intervista è un misto di affetto per il passato e promesse solenni per il futuro. Un pensiero è andato agli ex compagni di Monza, che continuano a scrivergli manifestando nostalgia, ma il presente di Izzo è tutto tinto di biancoverde. Il rapporto con il presidente e la dirigenza è basato su un sogno comune che il difensore spera di coronare il prima possibile, indipendentemente dalle difficoltà di un campionato imprevedibile: "Il presidente è una persona perbene, spero di regalare una gioia a lui e ai tifosi. Voglio portare questa maglia in Serie A prima di lasciarla, io e i miei compagni daremo tutto".


