Avellino, Ballardini: "Non scenderemo in campo per subire"
Davide Ballardini ha presentato la delicata sfida dell'Avellino contro il Palermo, sottolineando l'importanza del lavoro svolto durante la sosta per recuperare quasi l'intero organico. Il tecnico ha evidenziato come la squadra abbia ora maggiore intensità e debba meritarsi il risultato attraverso una prestazione di spessore, imparando dagli errori commessi nelle gare precedenti. "Se noi non ci meritiamo il risultato, con una prestazione importante, non veniamo premiati, questo ci ha detto la gara di Genova. Noi con l'atteggiamento giusto, la giusta intensità, ce la giochiamo con tutti. Contro la Sampdoria non è che loro hanno fatto chissà che cosa più di noi, ma noi abbiamo il dovere di fare di più".
L'allenatore si è poi soffermato sull'analisi dell'avversario, temendo in particolare la forza del Palermo sui calci piazzati, ambito in cui i rosanero dispongono di ottimi tiratori e grande fisicità. Ballardini ha spiegato che la difesa irpina adotterà una disposizione a "castello" con movimenti precisi per limitare le incursioni avversarie e l'aggressività dei siciliani. "Il Palermo farà la sua partita, sono aggressivi, attaccano con tanti giocatori. Non dobbiamo accettare questo loro gioco passivamente, come a Venezia, altrimenti vorrà dire che non abbiamo capito niente. Noi dobbiamo aggredirli, cercando di farli giocare il meno bene possibile. Questo è la partita che vorremmo fare, non scenderemo in campo per subire".
Sul fronte delle scelte individuali, Ballardini si trova a gestire un'abbondanza nel reparto avanzato, con nove attaccanti a disposizione tra cui dovrà sceglierne sei per la trasferta siciliana. Ha confermato che il modulo di riferimento resterà il 4-3-1-2, con Insigne, Palumbo o Besaggio pronti ad agire sulla trequarti. "Abbiamo provato tante soluzioni, ora abbiamo 9 attaccanti. Ma ne convocherò 6, 3 che giocano e 3 pronti a subentrare. Favilli ha fatto una buona settimana, è quasi in linea con la condizione della squadra". Riguardo al dualismo in porta tra Daffara e Iannarilli, il tecnico ha preferito non svelare le sue intenzioni, pur elogiando la crescita del giovane Daffara in ottica Under 21.
Infine, il tecnico ha espresso un pensiero critico sulla mancata qualificazione dell'Italia al Mondiale, lamentando una generale mancanza di valorizzazione della competenza nel sistema calcio. La conferenza si è chiusa con un tocco di emozione per il suo ritorno al Barbera dopo dieci anni e un omaggio alla memoria di Maurizio Zamparini. "Conosco benissimo la piazza e lo stadio, sono stato il loro allenatore per 3 stagioni, è un ambiente che ti sprona e c'è attaccamento. Torno a Palermo dopo 10 anni, sarà una bella emozione. Ai tifosi dico di seguirci, l'importante è metterci tutto noi stessi e dare il 100%, credo che questo possa essere il regalo più bello, al di là del risultato".


