Il rombo di Carmona: "Grazie della fiducia, vi porterò in A"
ZINGONIA - Carlos Carmona Tello, motorino inesauribile della manovra dell'Atalanta. Dopo Jaime Valdes, il Pajarito che nella migrazione estiva ha preferito spiccare il volo verso i lidi lusitani targati Sporting, a vestire il nerazzurro c'è un altro cileno d'eccezione. Dalla Reggina alla corte di Percassi il passo è stato breve e indolore, tanto che il regista tascabile -ventitré anni soltanto ma già una solida esperienza anche in campo internazionale - si è calato senza problemi nei panni del leader. Un vertice basso del "rombo" colantuoniano che, dopo la conversione tattica della squadra seguita alla sconfitta di Siena, ha convinto anche i più scettici.
Giunti all'undicesima giornata di campionato, è ora di fare qualche bilancio. Per l'Atalanta le sfide più difficili, quelle con squadre di rango, sono alle spalle. Si prospetta un cammino in discesa?
"Lo escludo. La serie B è una categoria dove i pericoli sono all'ordine del giorno, tecnicamente livellata. Ogni avversario è pronto a vendere cara la pelle, perché chiunque ha obiettivi da raggiungere. Non credo che sottovalutare gli impegni in base alla caratura di chi ci troviamo di fronte ci aiuterebbe a conseguire il traguardo della promozione".
Il Piacenza sarà anche in ripresa, ma è pur sempre penultimo.
"Sarà anche vero, ma dobbiamo affrontarlo a casa sua. Sono questi gli ostacoli più ardui: le motivazioni spesso possono più delle effettive capacità della rosa a disposizione".
Del resto anche il Siena, ex capolista, ha cominciato a trovare difficoltà. A Empoli ha perso l'imbattibilità...
"Segno inequivocabile che il campionato è durissimo anche per le favorite. Non bisogna mai abbassare la guardia, è questa la lezione che bisogna trarre da certi risultati a sorpresa".
L'Atalanta, come un motore a carburazione lenta, sembra avviata alla rincorsa alle posizioni di vertice. E Carmona, il novello regista del 4-3-1-2 con il rombo di centrocampo reinventato da Colantuono, come si trova nel ruolo del leader della manovra?
"Faccio il mio dovere come sempre, niente di più. Fisicamente sto benissimo, sono molto in palla e le responsabilità affidatemi mi aiutano a rendere al meglio. Devo certamente ringraziare chi mi ha dato fiducia, mister in primis, e anche i compagni che hanno agevolato il mio inserimento".
Fatte le debite proporzioni, assomigli al tuo connazionale David Pizarro.
"E' vero, abbiamo caratteristiche molto simili. Scomodare paragoni non so quanto possa essere utile, però in questo caso ci può stare. David è qualcuno di importante per il calcio cileno".
A proposito, tra breve sarai richiamato alle armi in Nazionale.
"C'è un'amichevole tra Cile e Uruguay il 17 novembre, pare che sarò della partita. Tra l'Atalanta e la federazione del mio Paese c'è un dialogo costante, vedrò quanti e quali volo transoceanici potrò sostenere. Per quanto mi riguarda, sono legato sia al club che alla mia rappresentativa, ma la stagione è lunga e gli sforzi vanno centellinati".
Dove può arrivare l'Atalanta affidando le chiavi a Carmona?
"Lontano, ovvero dove sperano addetti ai lavori e tifosi. Ma non sarà solo grazie a me: io sono solo un undicesimo della formazione. Mi ero innamorato di Bergamo già ai tempi della Reggina, quando Daniele Capelli era mio compagno di squadra e non mancava mai di parlarmene benissimo. Questa città merita palcoscenici migliori: insieme ci saliremo, ne sono convinto".


