Atalanta, Pettinari: "Cittadella, la sfida per me più attesa"
La serie B e gli ex, una storia infinita. All'implacabile legge del rendez-vous, stavolta, non potranno sfuggire in due: Matteo Ardemagni e Leonardo Pettinari. Ma visti gli acciacchi del primo, illustrare lo scontro di sabato al "Tombolato" tocca al pratese dalla pennellata mancina d'autore. C'è Cittadella-Atalanta alle porte, e il ragazzo biondo con il numero 23 sulle spalle aspira a un posto da titolare. Per sfidare il suo recente passato, da pezzo da novanta di un'aspirante alla promozione dopo averla sfiorata nei magici playoff in primavera colorati di granata.
Leo, che sensazioni ti evoca ritrovare il granata con cui nella scorsa stagione hai sfiorato il sogno della A?
"Per me è la partita più attesa, non vedo l'ora di rivedere i miei compagni. Ciò che rende speciale il Cittadella è che sa sempre andare oltre le aspettative, senza rinunciare al credo calcistico dell'allenatore".
Foscarini ha già annunciato che giocherà a viso aperto.
"E' una caratteristica che tutto sommato apprezzerò ancor di più da avversario, perché l'Atalanta di solito fa fatica contro le squadre chi si chiudono a riccio. Si apriranno spazi invitanti per il contropiede".
Qual è l'uomo che toglieresti agli avversari, se avessi il potere di farlo?
"Sicuramente Tommaso Bellazzini. E non solo perché usa il piede sinistro come me: è un giocatore veloce e tecnico, abilissimo a muoversi tra le linee e a smarcarsi per la conclusione a rete".
Quanto al tuo possibile utilizzo, c'è da sottolineare che il ritorno al modulo classico privilegia gli esterni di ruolo come te.
"Se non sarò in campo, non ne farò certo un dramma. Sarei contentissimo di esserci, e magari anche di timbrare il cartellino: dobbiamo strappare tre punti per non perdere contatto dalla vetta della classifica prima delle feste di fine anno".
Per un bel po' di tempo, a causa della presenza del trequartista, hai assistito alle partite da spettatore.
"Non si è trattato di un'esclusione tecnica, ma motivata unicamente da ragioni di schieramento. Essendo abituato a muovermi sulla corsia, preferibilmente a sinistra, era ovvio che partissi dalla panchina".
Domandona classica: se dovessi segnare, quale atteggiamento assumeresti? Esultanza composta con aria quasi pentita, oppure festeggiamenti di rito?
"Ho il granata nel cuore, ma ciò non m'impedirà di impegnarmi a fondo per battere chi avrò di fronte. Secondo me evitare di esultare è sbagliato: il rispetto e l'affetto si manifestano in ben altro modo".


