Atalanta, Ferri: "A Crotone punto fondamentale"
Per favore, chiamatelo portafortuna. Quando Michele Ferri scende in campo, dal primo minuto oppure no, l'Atalanta porta a casa almeno un pari. E' stato così anche a Crotone, dove il difensore di Busto Arsizio ha firmato la terza presenza da titolare su un totale di cinque gare disputate (due vittorie totali), dopo i match interni vissuti da protagonista con Pescara e Novara (con il Sassuolo e ad Ascoli, cartellino timbrato da subentrato). Probabilmente, già dalla prossima sfida a Livorno, il ragazzone con trascorsi importanti in A (Palermo, Cagliari e Samp) e il numero 32 sulla schiena con il rientro dalla squalifica di Capelli e Manfredini e il conseguente ritorno a destra di Bellini sarà costretto a tornare nei ranghi. A meno che Stefano Colantuono, optando per la regola non scritta del turnover, non decida di impiegarlo di nuovo.
Michele, come si fa a farsi trovare sempre pronti quando magari pur essendo convocati non si va nemmeno in panchina?
“La voglia di misurarmi sul campo è ancora intatta, del resto sono arrivato all'Atalanta per rimettermi in gioco e mi pare di aver dimostrato di poter tenere botta contro chiunque. Sono soddisfatto di quanto sto offrendo alla squadra”.
Hai dovuto saltare il finale, quando Raimondi ti ha sostituito. Problemi?
“Avevo crampi dappertutto, nessun infortunio. Le avvisaglie le ho avute ai flessori, poi ho dovuto cedere perché non potevo continuare. Sono cose che capitano”.
La difesa, rivoluzionata per l'ennesima volta a causa delle assenze, con i due gol rimediati dai Pitagorici è arrivata a quattro subìti in due partite. C'è di che preoccuparsi?
“Secondo me no, anche perché esistono anche gli avversari. E ieri le prodezze individuali hanno pesato eccome: Cutolo era in palla e ci ha infilato con un uno-due bruciante. In occasione del primo gol s'è ritrovato la sfera sui piedi dopo un rimpallo, il secondo è stato una magìa da fuori. Sono numeri nelle sue corde, è un giocatore di valore”.
Dopo l'Empoli, anche una compagine senza velleità come il Crotone vi ha messo un po' alle corde.
“E' partito fortissimo: viste le pressioni di un ambiente particolarmente caldo, era abbastana scontato che avrebbero approcciato la partita in modo aggressivo. Del resto sono squadre come questa, che hanno la salvezza come unico obiettivo ma con una classifica tranquilla a coprir loro le spalle, a rappresentare gli ostacoli più insidiosi per chi sta al vertice”.
Sta di fatto che anche stavolta avete rischiato la batosta in remuntada, una sorta di Piacenza in tono minore.
“Noi siamo entrati in campo con la mentalità giusta, abbiamo contenuto le loro sfuriate piazzando la zampata con Tiribocchi. Dopo il vantaggio avremmo potuto raddoppiare e invece c'è stata la loro rimonta. Nel secondo tempo siamo riusciti a raddrizzare la situazione grazie a Doni: il 2-2 finale è stato meritato”.
Considerata la differenza di valori sulla carta, due punti persi o uno guadagnato?
“Propendo per la seconda tesi: l'abbiamo conquistato e dobbiamo tenercelo stretto. A cinque partite dalla fine della stagione non si butta via niente”.
Per fortuna il Siena non è andato in fuga.
“Siamo rientrati negli spogliatoi convinti che avesse vinto, invece è arrivata la bella notizia. Un risultato assolutamente a sorpresa, anche se il Tir aveva pronosticato dalla panchina che il Portogruaro avrebbe messo a segno il colpaccio... Meglio così, il duello a distanza per il primo posto proseguirà fino all'ultima giornata”.
A Livorno, venerdì sera, non sarà una scampagnata.
“Si preannuncia un match difficile contro una compagine blasonata ma che non sta passando un momento particolarmente favorevole. A Empoli non l'ha spuntata, recentemente ha perso davanti al suo pubblico proprio con il Crotone, per dire delle qualità dei calabresi. Dovremo stare accorti”.


