Atalanta, Ferreira Pinto: "Son tornato quello di un tempo"
Alla ripresa degli allenamenti, dopo il pareggio interno ottenuto contro il Siena venerdì sera nell'anticipo, a riempire i nostri taccuini l'ala brasiliana Adriano Ferreira Pinto, autore di una buona prova nel big match e in netta crescita di condizione. Il posto sulla corsia destra, dopo tante traversie fisiche, sembra finalmente tornato suo in pianta stabile.
Venerdì abbiamo visto l'Atalanta più bella della stagione.
"Sì è vero, è un peccato non avere portato a casa i tre punti, ma l'aver giocato così bene contro il Siena è stata una bella iniezione di fiducia in più".
Il pubblico vi ha applaudito intensamente alla fine.
"Come al solito il pubblico è stato fantastico. Noi abbiamo cercato in tutti i modi di soddisfarlo, credo che come gioco e intensità ce l'abbiamo fatta. Conoscevamo un pò le tattiche del Siena essendoci Conte in panchina e questo ci ha aiutato molto".
Peccato non aver segnato.
"Purtroppo sì, dobbiamo migliorare davanti alla porta, io per primo che nelle ultime partite ho commesso degli errori. Ma i nostri attaccanti sono forti e l'hanno dimostrato. Contro il Siena è stato decisivo Coppola".
Dove deve migliorare Pinto?
"Nell'uno contro uno, voglio puntare di più l'avversario e migliorare negli ultimi metri".
Stasera Torino-Novara, per chi tifi?
"Torino ovviamente (sorride, NdR). Scherzi a parte sarebbe bello rimanere primi da soli, ma dipende comunque tutto da noi".
Cosa manca all'Atalanta negli scontri diretti?
"Un po' di fortuna e cattiveria in più. Ma ai fini del campionato e della classifica gli scontri diretti contano molto poco"
Stiamo vedendo il miglior Pinto?
"Sì, sono tornato quello di una volta dopo l'infortunio. Devo migliorare ancora ancora in rapidità e negli ultimi metri ma ci sono!"
Ormai il feeling con Bergamo è assodato.
"Sì ,ogni volta che indosso questa maglia sono orgoglioso e mi emoziono veramente tanto. Vedere poi che i tifosi mi applaudono in questo modo mi carica ulteriormente. Devo solo imparare a essere più "focoso" con l'arbitro, ma su questo ci si può lavorare ancora".


