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Atalanta, Doni: " Il mio futuro? Non ho ancora deciso"

Atalanta, Doni: " Il mio futuro? Non ho ancora deciso" TuttoB.com
© foto di Alberto Mariani
autore
Federico Errante
martedì 15 marzo 2011, 09:12Atalanta

Durante la trasmissione Tutto Atalanta, in onda su Bergamo TV, è intervenuto telefonicamente il capitano Cristiano Doni. Tanti i temi toccati dalla bandiera nerazzurra: dai problemi della scorsa stagione ai progetti del futuro, passando – ovviamente – per la gara di Ascoli e il prosieguo della stagione. “Innanzitutto volevo salutare mister Favini (presente in studio, ndr) – attacca il capitano –, perché è una persona a cui voglio bene, che stimo e a cui devo tanto. Vorrei ringraziarlo soprattutto perché l'anno scorso, in un momento per me delicato, mi ha arricchito con consigli preziosi. Ogni chiacchierata con lui è un piacere ed un arricchimento”.

Ma qual è il futuro di Doni: sarà questo il tormentone dell'estate?

“Mah, ora siamo concentrati per salire, per tornare a casa. I tormentoni sono altri, non il mio. Non voglio ancora pensarci, non mi piace essere ripetitivo”.

Quando prenderai una decisione?

“Sono sincero: non ci ho ancora pensato. Quest'anno sono più tranquillo, sereno, l'anno scorso ero troppo nervoso, sentivo troppo la responsabilità e a volte mi facevo carico di cose che andavano oltre le mie competenze. Sto male quando le cose vanno male, magari divento troppo nervoso. Favini, dopo l'espulsione col Parma, mi aveva detto: 'non ti preoccupare, stai sereno. Hai fatto tanto per questa maglia e farai tanto. Sbagli per il troppo amore'. È la verità: lui l'ha capito e mi ha fatto star bene. Io sono fatto così, so che è anche un difetto. Sono fatto così nel bene e nel male; l'attaccamento e l'appartenenza devono anche essere insegnati a chi viene qua: io cerco di far capire cos'è l'Atalanta per il bergamasco, anche se non lo sono di nascita ma lo sono d'adozione. È uno dei miei compiti e spero di trasmettere questo valore”.

Cristiano, torniamo sulla tua dichiarazione nel post-partita riguardo i giovani: cosa volevi dire?

"Dopo la partita non parlavo dei nostri giovani, ma di uno dell'Ascoli (Moretti, ndr) che non si è comportato bene. Ho subito un brutto fallo e mi sono sentito definire, da un ventenne, 'simulatore': mi fa arrabbiare tantissimo, è un problema dei giovani d'oggi. Ce l'avevo non con i nostri giovani ma con quel tipo di giovani. Con i nostri ragazzi ho un rapporto bellissimo, quasi da fratello maggiore: ma se c'è da rimproverarli lo faccio a quattrocchi e non davanti a telecamere. I ragazzi di questo gruppo sono responsabili, hanno la testa sulle spalle e voglia di migliorare”.

Quanto costa a Doni stare in panchina?

“Se gioco è per il bene dell'Atalanta, per essere utile. Quando gioco e non sono all'altezza faccio due errori: non essere utile alla Dea e togliere spazio a chi sta meglio. Sabato speravo di giocare, ma siamo in tantissimi: sono andati in tribuna giocatori come Basha, Ceravolo, giocatori importanti. Bisogna avere rispetto per tutti, io devo dare l'esempio. Non dico che vado in panchina volentieri, sarei ipocrita, ma vado con l'intento di essere utile al mister e ai ragazzi”.

Nel dopo partita ci sei sembrato quasi deluso...

“Ci sono momenti in cui il punto lo prendi volentieri. Sabato non ero contento dell'atteggiamento e della prestazione, devo essere sincero, ma non vuol dire che qualcuno si è impegnato di meno. Ripeto: abbiamo giocato tre partite in pochi giorni, giocate da capolista e da squadra che ha pressioni – giuste – e ambizioni diverse rispetto ad altre squadre. È un dispendio di energie fisiche e nervose notevole. È anche giusto che sia così: noi siamo l'Atalanta. È questo che è dispiaciuto, forse ci siamo accontentati. C'è anche da dire che l'Ascoli è stato per venti giorni senza giocare una partita. Unendo tutto, capisci perché la nostra non è stata una prestazione come nelle ultime partite. Avevo un pizzico di rammarico perché volevo vincere”.

Cos'è mancato per vincere?

“Abbiamo spinto per pareggiare e dopo, invece di continuare e dimostrare la voglia che avevamo quando eravamo sotto, ci siamo un po' arenati. Era quello il mio stato d'animo al termine della partita”.

Lo vinciamo questo campionato?

“Siamo qui per quello, ci terrei tantissimo ad alzare quella coppa, forse era per questo che ero deluso. Io sono sincero: mi son sempre dato degli obiettivi, non ho mai vinto niente con questa maglia ed è il rammarico più grande che ho”.

 

Fonte www.tuttoatalanta.com

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