Atalanta, Colantuono:"Gli obiettivi non si sbandierano"
Finalmente Stefano Colantuono. L'edizione cartacea de L'Eco di Bergamo apre con l'intervista al mister orobico.
Finalmente gli si può fare la domanda che Bergamo ha sul gozzo da tre anni: mister, ma dopo quello sgradevole addio, perché lei torna all'Atalanta?
"Ah. Cominciamo così?".
S'aspettava fiori?
"Magari non ortiche. Però, se comunque ne dobbiamo parlare... Vabbè, com'era la domanda? Sono molto legato a Bergamo. Questo non l'ho mai nascosto, neppure quando lavoravo altrove. E anche perché so che devo farmi parzialmente perdonare quel che è accaduto tre anni fa".
Questo è un passo avanti. Lei aveva appena rinnovato il contratto e improvvisamente ha chiesto di poter andare al Palermo. Perché?
"Guardi, la verità vera la sappiamo io, i Ruggeri, qualche dirigente che non c'è più. Quindi permettetemi di non tornare su quei fatti. Ognuno interpreti come vuole, io posso solo ribadirlo: so che devo farmi parzialmente perdonare".
Siamo sicuri che non le smantellano la squadra?
"Mi stupirei. Io lavoro sempre in accordo con la società, e i discorsi sono stati diversi. L'obiettivo è confermare il più possibile il gruppo, e questa la considero la prima garanzia. Conosco gran parte della squadra, so che ha valori precisi. Si tratterà di permettere a tutti di mostrarli".
Mister, bisogna vincere il campionato. Bisogna tornare subito in serie A.
"L'ho già sentita questa affermazione... Ma io credo che gli obiettivi non si debbano sbandierare: bisogna centrarli. Proveremo a farlo, il 9 luglio alzeremo l'interruttore e non lo abbasseremo più fino a inizio giugno. Non molleremo mai. E sa perché? Perché io ho un sogno: rivivere la grande festa di quattro anni fa, quella con il pullman scoperto, con tutta Bergamo in piazza. Bisogna andare in serie A. E lasciatemi dire che nel campionato scorso con il Torino abbiamo vinto quattro delle prime cinque partite. Come all'Atalanta in B...".
Però lei non parte mai velocissimo, di solite le sue squadre preferiscono il girone di ritorno.
"La serie A si conquista nel ritorno, datemi retta. Con il Torino nel ritorno abbiamo fatto 41 punti in 21 gare, due a partita. Non è bastato per l'esonero...".


