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Atalanta, Colantuono: "Il mio futuro? Decide Percassi..."

Atalanta, Colantuono: "Il mio futuro? Decide Percassi..." TuttoB.com
© foto di Alberto Mariani
autore
Federico Errante
sabato 19 marzo 2011, 19:42Atalanta

Vittoria doveva essere, e vittoria è stata. Contro un Piacenza mai domo e forse schierato troppo a viso aperto al cospetto di una capolista abile a vestire i panni del cinismo e della praticità, l'Atalanta di Stefano Colantuono ha portato a termine il compitino senza faticare più del dovuto. Score roboante (3-0), superiorità territoriale leggermente meno indiscutibile. Ma tant'è: prima piazza mantenuta saldamente, campionato in discesa. E il profeta della panchina, a fine partita, non si scompone nemmeno davanti a chi mette in dubbio il suo futuro sulla tolda di comando dei nerazzurri.

Mister, questo risultato ha fatto gridare il pubblico alla serie A. Ormai c'è la sensazione che nessuno potrà togliervela.

"La soddisfazione di tutto l'ambiente è comprensibile, non ci vedo nulla di strano: abbiamo compiuto un altro passo in avanti verso l'obiettivo, che nel nostro caso significa riguadagnare a una piazza importantissima la categoria a essa più consona. L'avevo detto, comunque, che non sarebbe stata una passeggiata".

Qualcuno s'è ancora lamentato del bel gioco che non arriva.

"Purtroppo anche stavolta mi sono beccato qualche insulto dagli spalti. Il grosso del pubblico, però, mi ha salutato durante la partita, chiamandomi a gran voce. Alle sporadiche e isolate contestazioni non vale la pena rispondere, i fatti parlano non solo per me, bensì per l'intera squadra".

C'è chi parla insistentemente di un avvicendamento alla guida, una volta che sarete tornati in A.

"Io rispondo solo al presidente Antonio Percassi di quello che faccio, il mio referente è lui. Non dimenticherò mai che mi ha dato fiducia offrendomi l'opportunità di tornare a Bergamo e prendere parte al nuovo progetto di riconquista del palcoscenico perduto. Per il resto, penso a racimolare punti fino al traguardo finale".

Ormai pare che solo il Siena riesca a tenere il vostro passo. Ma oggi è stata piuttosto dura.

"L'avevo preannunciato alla vigilia, e le cose mi hanno dato ragione. Forse, con quello contro il Novara, è stato l'impegno più ostico dell'intero campionato. Il Piacenza è un undici capace di snobbarti, di prenderti le misure aspettando sornione e infine di non farti giocare. Per buona parte del primo tempo c'è riuscito, poi abbiamo cominciato a proiettarci in avanti con decisione. Senza farci prendere dalla frenesia, però: la ricetta si è rivelata quella vincente".

I due rigori a favore a stretto giro di posta sono stati decisivi. Due polpette avvelenate che gli uomini di Madonna non nhanno digerito, fino a farsi infilare di nuovo.

"Tengo a precisare che finora nessuno ci ha mai regalato niente, e parlo sia di arbitri che di avversari. Io continuo a vedere grande determinazione da parte nostra, ma in particolare oggi sono rimasto sorpreso dalla calma con cui abbiamo affrontato la sfida. La lezione della rimonta subìta all'andata evidentemente è servita".

Ci sarebbero dubbi sul primo penalty assegnato...

"Sì, Doni potrebbe avere indotto Zenoni al fallo di mano, ma a me è sembrato un normalissimo contrasto in area di rigore. Sul secondo, invece, lo stesso Gervasoni ha ammesso di aver preso il piede di Ruopolo".

Quanto al modulo, c'è chi si aspetta sempre un ritorno al rombo rispolverato a Torino e invece nemmeno stavolta è stata quella buona.

"Non nascondo che per un attimo ho pensato che giocare a specchio ci avrebbe avvantaggiato, poi sono ritornato sulle mie intenzioni. Tutto sommato, con Doni che dalla fascia si accentra e crea dietro la linea d'attacco, abbiamo comunque un'arma tattica, una variante in più per scardinare le difese avversarie. Cristiano anche oggi ha strappato il mio personale applauso, è lui il leader indiscusso dell'Atalanta".

L'immediato futuro della Bergamo che ha il cuore nerazzurro assomiglia a un'isola di felicità. E il suo, caro Colantuono?

"Ribadisco il concetto: ben contento di esserci e grazie infinite alla famiglia Percassi che mi ha voluto. Soltanto al Presidente alla fine spetterà l'onere di una decisione in tal senso: io sono prontissimo a ritentare l'avventura, come la volta precedente".

Fonte www.tuttoatalanta.com

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