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Atalanta, Bellini: "Doni? Un monumento"

Atalanta, Bellini: "Doni? Un monumento" TuttoB.com
© foto di Alberto Mariani/tuttoatlanta.com
autore
Federico Errante
mercoledì 30 marzo 2011, 14:48Atalanta

Il numero 6 dipinto su una schiena a strisce nerazzurre e le famose diagonali difensive come pane quotidiano. Partendo da destra o da sinistra non importa: il calcio di Gianpaolo Bellini, vicecapitano dell'Atalanta, è tutta una questione di geometrie mandate a memoria nel corso di una carriera vissuta con una pelle sola. Instancabile, sopperisce con la sua determinazione a giornate in cui non sempre si è al top. La bandiera - in coppia con Cristiano Doni - della Bergamo del pallone suona la carica e, dopo il punto esterno di Padova, è pronto a motivare ulteriormente lo spogliatoio per riacciuffare i tre punti contro la Triestina in casa, al "Comunale", contro una squadra assetata di punti salvezza. E guidata da un bergamasco verace come lui, Sandro Valter Salvioni.

Bellini che parla, una perla rara. Significa proprio che in campionato i giochi ormai sono fatti...

"Lo dite voi, io non sono così tranquillo. Ne abbiamo ancora di fatiche da affrontare, in primis il prossimo impegno. La Triestina arriverà a Bergamo affamata di punti, pronta a vendere cara la pelle come qualunque altra squadra debba salvarsi".

E' un'Atalanta che non perde da tempo immemorabile.

"La strada è ancora lunga, ne mancano nove alla fine. Secondo me sabato sarà una partita importantissima, se non addirittura decisiva. La caratteristica più evidente del nostro girone di ritorno è che, pur non riuscendo a prevalere sempre nel punteggio, non rischiamo nemmeno lontanamente di finire sotto. Siamo diventati saggi e bravi a gestire le situazioni del campo, anche accontentandoci di un pareggio. Va però detto che si gioca solo per conquistare i tre punti".

Insieme a Doni fate un bel duo di bandiere. Siete il simbolo vivente del calcio a Bergamo. Cristiano il primo aprile spegnerà 38 candeline: quale sarà il suo segreto?

"La passione e l'attaccamento alla maglia, senza ombra di dubbio. Anch'io vorrei tagliare altri traguardi con l'anagrafe con questa divisa indosso, ma vivo alla giornata e non ci penso. Ho trentun anni, non sono vecchio e posso dire comunque la mia ancora per diverso tempo. Non mi pongo limiti. Quanto a Cristiano, è già un monumento al nostro calcio, in qualunque modo si concluda la sua straordinaria carriera".

Le inchieste sull'eccesso di puntate sul primo tempo di Piacenza prima e sul pari di Padova poi rischiano di diventare una pericolosa distrazione?

"Le scommesse? Ci sono già passato (vedi partita di Coppa Italia con la Pistoiese, NdR) e francamente è una faccenda che non mi riguarda né mi appassiona. Chi di dovere segua pure la propria strada, ma ciò non toglie che per me siano le solite chiacchiere da bar".

Che dici delle critiche alla qualità complessiva espressa dalla squadra?

"Vedi risposta alla domanda precedente. Noi siamo vicini ai tifosi che ci sostengono, e bene a ragione visto che siamo primie stiamo tornando in serie A, e rimaniamo sostanzialmente indifferenti di fronte alle critiche. Ci entrano da un orecchio e ci escono dall'altro...".

Insomma, quasi ci siamo. Quali pericoli potrebbero spuntare dietro l'angolo per una corazzata nerazzurra ormai vicinissima all'approdo?

"Lo ribadisco: mai perdere la concentrazione. La Triestina è solo il primo passo, ci tocca camminare spediti verso il rush finale. Possibilmente senza farci tradire dalla fretta...".

Fonte www.tuttoatalanta.com

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