Atalanta, Barreto: "E'mancato qualcosa"
"Qualcosa ci ha fatto difetto, altrimenti non avremmo perso". Il 2-1 inflitto dall'Empoli all'Atalanta è una ferita che brucia parecchio, anche a delitto consumato. Sei punti su sei lasciati sul campo ai fantasiosi ma quadrati ragazzacci di Alfredo Aglietti, e per la Dea arriva una battuta d'arresto dopo quasi cinque mesi (vedo 0-2 dal Livorno, alla diciassettesima). Edgar Barreto, entrato a dare man forte nella ripresa insieme a Doni, di nascondersi dietro un comodo paravento non ha proprio voglia: "Sfortuna? Macché, anche se abbiamo tirato in porta quasi solo noi alla fine il risultato non è bugiardo - sospira il centrocampista paraguaiano, oggi al rientro -. Abbiamo preso gol a freddo senza aver subìto gli avversari veramente, poi dopo l'occasione di Ceravolo ci è stata fatale la solita palla inattiva. Facendo autocritica, forse bisogna ammettere che stavolta carattere e determinazione non erano in misura sufficiente per superare l'ostacolo".
L'analisi del match, riferita al tentativo di remuntada nel secondo tempo, lascia spazio a qualche timido sorriso: "Abbiamo attaccato da subito a testa bassa, mettendoci quello che non s'è visto nei precedenti quarantacinque minuti - osserva il numero 8 nerazzurro -. Con l'ingresso di Doni era scontato che saremmo stati più incisivi là davanti, e anche se abbiamo adottato un modulo spregiudicato l'Empoli non è mai riuscito a coglierci in contropiede". Ruopolo sotto misura, Ceravolo, Doni e lo stesso Barreto (girata di testa, allo scadere, su calcio d'angolo di Bonaventura): la Dea le sue occasioni, rigore del capitano a parte, le ha sfornate a getto continuo. Peccato non averle sapute sfruttare: "Non aver segnato su azione alla fine ci è stato fatale - ammette il metronomo del gioco atalantino -. Ora ci tocca ripartire con umiltà dal prossimo impegno: a Crotone non sarà facile, poi andremo a Livorno. Non siamo ancora in A: prima ce ne rendiamo conto, meglio sarà".


