PILLON: "IL BRESCIA E' LA SQUADRA PIU' FORTE DEL CAMPIONATO MA IL NOSTRO SPIRITO E' BATTAGLIERO". LA PROBABILE FORMAZIONE
“I tifosi possono sognare, noi dobbiamo essere realisti e pensare che stiamo affrontando un altro campionato, lungo e pieno di insidie, abbiamo il dovere di raggiungere la salvezza prima possibile, ricordiamoci di come eravamo messi prima del mio ritorno”. Bepi Pillon ha voluto subito stemperare l’entusiasmo degli ultras bianconeri che in settimana si sono recati al centro sportivo Città di Ascoli per dare un supporto alla squadra esortandoli a credere nel raggiungimento di un posto nei play off, cominciando a vincere da questa sera contro il Brescia. Il tecnico bianconero, non facile ad entusiasmi, nutre qualche dubbio sulla formazione anti Brescia e, al contrario, è convinto che quella di Iachini sia la squadra più forte del campionato. “Noi andiamo a giocarci la partita, rispettiamo il Brescia ma il nostro spirito è sempre battagliero”.
Di poche parole ma sicuro che i suoi ragazzi proveranno a dare continuità a quello che potrebbe diventare il nono risultato utile consecutivo dal pluripremiato gesto di fair play nella partita contro la Reggina. I dubbi di mister Pillon sono leciti considerando le assenze importanti di capitan Sommese, tornerà a marzo, e dell’esterno di sinistra Giallombardo, almeno due settimane di stop, oltre a quella di Silvestri oramai sulla via del recupero e di Romeo che sta ritrovando la forma migliore per tornare in campo nella fase finale e, sicuramente cruciale, della stagione. Dopo aver capito che Guarna sarà il numero uno tra i pali e che in attacco è confermatissimo il tandem Bernacci-Antenucci, tra difesa centrocampo i dubbi riguardano l’inserimento di Ciofani dal primo minuto al posto di Giallombardo con Micolucci e Portin in marcatura e Gazzola ad agire sulla fascia destra, oppure valutare l’arretramento di Pesce sulla corsia di sinistra, lo spostamento di Luci su quella di destra e di Giorgi in quella opposta, con Amoroso e Di Donato centrali di centrocampo. Al campo l’ardua sentenza.


