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Ascoli, tutto in sette giorni

Ascoli, tutto in sette giorni TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
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Federico Errante
mercoledì 6 luglio 2011, 00:01Ascoli

Domani si riuniranno i componenti della Covisoc e l’indomani comunicheranno l’esito dell’istruttoria sull’ammissione dell’Ascoli al campionato. Per evitare che in prima battuta l’Ascoli non venga ammesso al prossimo campionato, la famiglia Benigni si è messa in moto (purtroppo in ritardo) presso due istituti di credito per reperire quelle risorse finanziarie che sanerebbero le pendenze.

Ieri si è riunito il consiglio di amministrazione della prima banca per la concessione della fideiussione di 800 mila euro. Un rilascio che appare molto probabile dopo l’erogazione di una tranche straordinaria della Lega calcio riferita alla valorizzazione del settore giovanile di un milione di euro.

La famiglia Benigni invece è in ansia per la risposta dell’altro istituto di credito che ha il suo quartiere generale nel Nord d’Italia. La richiesta del finanziamento si aggira intorno ai due milioni di euro, ovvero la cifra necessaria per pagare le ritenute Irpef. Se la risposta dovesse essere positiva e arrivare prima di venerdì allora l’Ascoli potrebbe presentare tutta la documentazione senza passare per le forche caudine del Consiglio Federale. Nel frattempo il genero del presidente Benigni, il commercialista Guido Manocchio, ha ottenuto dall’Enpals una rateizzazione dei pagamenti.

Ora l’attenzione si sposta sui tempi: si riuscirà a rispettare almeno la scadenza del 12 luglio, ultimo disperato termine per presentare ricorso alla Covisoc e sperare nell’ammissione al campionato? Chi ha a che fare con gli istituti di credito è infatti consapevole che i tempi delle istruttorie non sono immediati specie per una grande banca come quella alla quale si è rivolto Benigni. Il patron si è appellato a un componente della banca che spesso viene ad Ascoli a vedere la partita.

Insomma, se tutto filerà liscio (ma non è scontato), lo scoglio dell’iscrizione potrebbe essere superato in extremis evitando la temuta cancellazione dai campionati professionistici. Il problema principale però riguarda il futuro: quali saranno i programmi dell’Ascoli?

Purtroppo la squadra di Castori dovrà ripartire con tre (o forse anche quattro) punti di penalizzazione e già la società ha imposto un piano di contenimento delle spese con una forte limitazioni degli ingaggi dei giocatori. Il direttore sportivo Adriano Polenta ha il compito di effettuare scelte oculate sul mercato, ma è chiaro che in queste condizioni, al di là di qualche buona occasione, difficilmente indosseranno la casacca bianconera i migliori calciatori in circolazione. Si punterà sui giovani confidando sulle capacità motivazionali e demiurgiche di mister Castori, consapevole già adesso che sarà un’altra stagione di sofferenze. Benigni è dunque intenzionato ad andare avanti da solo perchè la trattativa con Bellini è stata un dialogo tra sordi. Dopo mesi di titubanze, solo due settimane fa la trattativa è entrata nel vivo con l’offerta di acquisto dell’industriale farmaceutico ma non è decollata. E la telefonata tra Benigni e Bellini non è stata poi così cordiale così come si vuole fare credere.

In tutta questa vicenda è purtroppo mancata la trasparenza, in virtù forse del patto di riservatezza stipulato tra le parti che prevede una grossa penale per chi rivela dettagli all’esterno. Ora questo patto di riservatezza sta per scadere e sarebbe doveroso spiegare ai tifosi quali erano le condizioni. Ciò vale per Benigni quanto per Bellini, così finalmente si chiarirà chi sta bluffando.

E’ però fondamentale che il presidente Benigni ricostruisca il rapporto con la tifoseria dalla macerie. Se non ci saranno confronti (anche se la protesta dei 700 tifosi di domenica sera non lascia molto spazio alle aperture) una ripercussione ci potrebbe essere già sulla campagna abbonamenti. E’ il tempo del dialogo e della pace, non del muro contro muro.

© Riproduzione riservata
Fonte Correre Adriatico