Ascoli, Sbaffo ci crede: "Altrimenti cambierei lavoro"
Tutti lo chiamano il Re Leone. E come nel classico Disney il leoncino Simba impara la filosofia dell’Hakuna-matata, così Alessandro Sbaffo non perde di vista l’orizzonte del vivere senza pensieri. Anche se un pensiero ce l’ha: la salvezza dell’Ascoli. “Ci credo, oggi più che mai. Ci credevo anche quando eravamo sotto zero”.
Inizia da piccolo a tirare i primi calci nelle strade e sulle spiagge di Porto Recanati, poi Sbaffo cresce e il Chievo se ne accorge. L’esordio in serie A, l’esperienza a Piacenza e ora ad Ascoli. Con la maglia bianconera è feeling. Prima gara in Coppa Italia contro il Taranto e prima rete dopo un minuto: “Peccato però per quel gol in rovesciata che poi mi è stato annullato - ricorda il centrocampista -. Avrei fatto tremare il Del Duca”.
La miglior partita è stata quella contro il Bari: “Stavo male fino a cinque ore prima - rivela Sbaffo -. Sono sceso in campo e ho dato tutto, una soddisfazione”.
Con i pugliesi è stata la prima vittoria al Del Duca. Ora con il Padova la possibilità di tornare a far bottino pieno in casa: “La prima gara dopo la sosta è sempre speciale. Sarebbe stato meglio non fermarsi, adesso però dobbiamo pensare solo ad allenarci: ci aspettano ventidue finali”.
Nonostante la giovane età Sbaffo non si spaventa, anche perché ha un segreto: “In squadra ci sono giocatori che erano qui negli anni passati e in momenti peggiori. Alla salvezza ci crediamo davvero. Poi se un calciatore si abbatte, allora deve cambiar lavoro. Le voci di mercato? Le ho sentite, nel calcio non si sa mai, ma se vogliono io rimango qui”.


